Trovano una roccia coperta di rune nei boschi del Canada: la verità dietro al misterioso testo spiazza gli esperti

Un immigrato svedese dell'Ottocento incide il Padre Nostro su una roccia nei boschi dell'Ontario: è l'iscrizione runica più lunga del Nord America, ma i Vichinghi non c'entrano

Ryan Primrose

Un’iscrizione monumentale di 255 caratteri runici, protetta per due secoli dalle radici di un albero abbattuto da una tempesta, riemerge dalle foreste dell’Ontario settentrionale. Ryan Primrose, presidente dell’Ontario Centre for Archaeological Education, coordina le indagini sul sito di Wawa, dove una lastra di roccia di oltre un metro e mezzo di lato conserva la trascrizione del Padre Nostro. L’analisi esclude l’attribuzione all’era vichinga: i simboli appartengono a un sistema grafico scandinavo tardo, derivato dagli studi secenteschi dell’erudito svedese Johannes Bureus. La decifrazione dei glifi ha richiesto l’intervento di Henrik Williams, runologo e professore emerito dell’Università di Uppsala. Esaminando i solchi sotto un telone per tre ore consecutive, Williams ha stabilito che il testo riproduce la preghiera cristiana in svedese moderno, utilizzando una variante runica che, sebbene obsoleta nel Settecento, fu ripubblicata e diffusa nel corso del diciannovesimo secolo.

Il manufatto rappresenta la più lunga iscrizione runica mai scoperta nel continente nordamericano. I registri storici indicano una traccia precisa. Durante l’Ottocento, la Compagnia della Baia di Hudson impiegava stabilmente operai e commercianti di origine svedese nei suoi avamposti per il commercio delle pellicce, tra cui quello di Michipicoten, situato a breve distanza dal ritrovamento. L’ipotesi principale è che un lavoratore abbia inciso la roccia come spazio devozionale isolato. L’opera non si limita ai caratteri testuali. Accanto alla preghiera è visibile l’incisione dettagliata di un’imbarcazione con sedici passeggeri a bordo, affiancata da quattordici misteriosi segni a forma di “X” il cui significato resta ignoto. Gli scavi non hanno restituito altri reperti, attrezzi o sepolture nelle immediate vicinanze. Il terreno rimosso sopra la lastra mostra tuttavia anomalie strutturali, suggerendo un deliberato tentativo di occultare l’incisione subito dopo il completamento dei lavori. In parole povere, non si tratta di antichi navigatori norreni, ma del faticoso lavoro solitario di un immigrato svedese dell’Ottocento, che ha inciso la sua fede sulla pietra nel bel mezzo del nulla canadese.

Credit foto: Ryan Primrose

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