Una donna perde la vista a causa di un tatuaggio che si era fatta anni fa sulla schiena. Non è il primo caso

Una visione offuscata prima in un occhio e poi nell’altro ha allarmato Nelize Pretorius e i medici pensarono si trattasse di congiuntivite. “Riuscivo a malapena a vedere”, ha ricordato. “Stavo perdendo la vista e nessuno sapeva spiegarmi il perché”, ha dichiarato ad ABC . La causa del problema non risiedeva affatto nei suoi occhi. Si trattava di un tatuaggio sulla schiena, fatto anni prima. Il caso di Pretorius non è più un caso isolato. In tutta l’Australia, gli specialisti hanno iniziato a notare pazienti simili, spesso giovani e tatuati, che si presentavano con un’infiammazione oculare inspiegabile.

Per milioni di persone i tatuaggi rappresentano una forma di espressione personale, ma negli ultimi anni alcuni specialisti hanno acceso i riflettori su una complicanza rara e poco conosciuta che potrebbe collegare l’inchiostro utilizzato sulla pelle a una grave infiammazione degli occhi. La condizione è nota come “uveite associata ai tatuaggi” e, se non riconosciuta e trattata tempestivamente, può compromettere in modo significativo la vista. L’uveite è un’infiammazione dell’uvea, la struttura dell’occhio che comprende iride, corpo ciliare e coroide. I sintomi possono includere rossore, dolore, sensibilità alla luce, visione offuscata e comparsa di macchie nel campo visivo. Nei casi più gravi può provocare danni permanenti alla retina e perdita della vista. Gli specialisti sottolineano che si tratta di una patologia relativamente rara, ma che richiede una diagnosi rapida per evitare complicazioni. L’associazione tra tatuaggi e uveite non è una scoperta recente. I primi casi documentati nella letteratura medica risalgono addirittura alla fine degli anni Sessanta, quando alcuni medici notarono che determinati pazienti sviluppavano contemporaneamente infiammazioni oculari e reazioni anomale nei tatuaggi. Da allora sono stati pubblicati numerosi casi clinici che hanno rafforzato l’ipotesi di un collegamento immunologico tra le due condizioni.

Uno degli studi più importanti è stato condotto presso il Wilmer Eye Institute della Johns Hopkins University. I ricercatori hanno analizzato sette pazienti che presentavano contemporaneamente uveite e ispessimento o infiammazione della pelle tatuata. Le biopsie effettuate in alcuni casi hanno evidenziato una reazione granulomatosa attorno ai pigmenti dell’inchiostro, suggerendo che il sistema immunitario possa identificare alcune particelle presenti nei tatuaggi come corpi estranei da attaccare. In diversi pazienti le riacutizzazioni dell’infiammazione oculare coincidevano con il ritorno dell’infiammazione nei tatuaggi. Ciò che rende questa patologia particolarmente insidiosa è il fatto che può manifestarsi molto tempo dopo aver realizzato un tatuaggio. In alcuni casi i sintomi oculari sono comparsi anni o addirittura decenni dopo l’applicazione dell’inchiostro. Un recente studio australiano ha descritto casi comparsi fino a 35 anni dopo il tatuaggio, evidenziando come il fenomeno possa restare silente per lunghissimi periodi prima di attivarsi improvvisamente. Gli esperti ritengono che alla base vi sia una reazione immunitaria anomala. Sebbene il meccanismo esatto non sia ancora stato chiarito, si ipotizza che alcune particelle di pigmento possano stimolare il sistema immunitario provocando un’infiammazione che non rimane confinata alla pelle ma coinvolge anche gli occhi. In molti casi vengono osservati tatuaggi che diventano improvvisamente rilevati, pruriginosi, arrossati o ricoperti da piccole lesioni granulomatose contemporaneamente alla comparsa dell’uveite.

Particolare attenzione è stata rivolta agli inchiostri neri. Diversi studi e numerosi casi clinici suggeriscono che le reazioni infiammatorie siano più frequentemente associate ai pigmenti neri, anche se sono stati documentati episodi collegati a inchiostri rossi, blu e rosa. Alcuni ricercatori stanno inoltre analizzando la composizione chimica degli inchiostri per comprendere quali sostanze possano favorire queste risposte immunitarie. Analisi di laboratorio effettuate su alcuni prodotti hanno rilevato la presenza di metalli pesanti e pigmenti potenzialmente problematici, alimentando il dibattito sulla sicurezza degli inchiostri utilizzati nel settore. La malattia rimane comunque estremamente rara rispetto all’enorme diffusione dei tatuaggi nel mondo. Tuttavia, alcuni specialisti ritengono che il numero dei casi possa essere sottostimato perché molti pazienti vengono inizialmente diagnosticati con altre forme di infiammazione oculare. Un recente lavoro australiano ha identificato 40 casi di uveite associata ai tatuaggi, un numero che secondo gli autori rappresenta un aumento significativo rispetto a quanto riportato in passato. Il trattamento prevede generalmente l’uso di corticosteroidi, colliri antinfiammatori e, nei casi più severi, farmaci immunosoppressori per controllare la risposta del sistema immunitario.

La prognosi dipende dalla rapidità della diagnosi e dalla gravità dell’infiammazione. Alcuni pazienti recuperano completamente la vista, mentre altri possono sviluppare danni permanenti a causa delle infiammazioni ricorrenti. Gli specialisti precisano che la scoperta di questa associazione non significa che chiunque abbia un tatuaggio rischi di diventare cieco. Il fenomeno resta molto raro e richiede probabilmente una predisposizione immunologica individuale ancora non del tutto compresa. Tuttavia, chi possiede tatuaggi e nota improvvisamente arrossamento degli occhi, visione offuscata, dolore o contemporanea infiammazione della pelle tatuata dovrebbe rivolgersi rapidamente a un oculista. In alcuni casi, riconoscere il legame tra i sintomi oculari e il tatuaggio può fare la differenza tra una semplice terapia antinfiammatoria e conseguenze permanenti sulla vista.

https://www.zmescience.com/medicine/tattoo-associated-uveitis-rep