Una capsula in titanio sigillata nel terreno, destinata a superare le barriere del tempo per i prossimi due secoli. Il progetto, ideato dal celebre architetto britannico Norman Foster e supervisionato dal suo studio Foster + Partners, è pensato per celebrare il 250º anniversario della firma della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti. L’opera troverà la sua collocazione definitiva a tre metri di profondità sotto il Monumento a George Washington, nel cuore della capitale federale Washington D.C.
La struttura esterna della capsula reca incise tredici stelle a sei punte — chiaro riferimento alle tredici colonie originarie che si ribellarono alla corona britannica — e il sigillo dello Stato della Virginia con il celebre motto “Sic semper tyrannis“. Accanto ai simboli, un’istruzione tassativa: «Non aprire prima del 4 luglio 2276», data che segnerà il quinto centenario dell’Independence Day.
Al suo interno il contenitore custodisce un frammento di storia contemporanea e istituzionale, con lettere e proclami firmati da alte cariche dello Stato e leader internazionali, tra cui Donald Trump e il re del Regno Unito Carlo III. Accanto ai documenti ufficiali trovano spazio i progetti degli studenti vincitori del concorso nazionale Expressions of Freedom, una targa commemorativa incisa dallo stesso Foster e un legame simbolico con il passato: una manciata di terra proveniente da Sulgrave Manor, la dimora ancestrale della famiglia di George Washington in Gran Bretagna.
L’installazione americana non è isolata. Esiste un manufatto gemello già collocato a Trafalgar Square, a Londra, posizionato nel 2025 in concomitanza con il restauro del basamento della statua di George Washington (un dono che lo Stato della Virginia fece al Regno Unito nel lontano 1921).
Il senso profondo di questa operazione si gioca su un doppio binario temporale. Da un lato c’è il tentativo di fotografare il presente e la geopolitica odierna attraverso le parole dei suoi protagonisti; dall’altro, la volontà di lanciare un ponte ideale verso una generazione lontana, affidando alla terra messaggi che nessuno dei contemporanei vedrà mai scartare.
