Stai respirando aria più tossica in casa che per strada: gli scienziati lo confermano e la cosa che inquina di più ti sorprenderà

Apri la finestra per far entrare aria pulita. Tieni la porta chiusa quando fuori c’è traffico. Pensi di stare al sicuro dentro casa. Quasi certamente ti sbagli.

Negli ultimi anni un numero crescente di studi scientifici ha dimostrato che l’aria all’interno delle abitazioni può essere più inquinata di quella esterna anche nelle città più industrializzate del mondo. Non di poco. I livelli di sostanze pericolose nell’aria indoor possono arrivare a essere dieci volte peggiori di quelli rilevati all’esterno. E il problema è che non si vede, non si sente, e quasi nessuno ne parla.

Il colpevole principale non è il traffico che entra dalla finestra. Non è la muffa, non è la vernice delle pareti. È il fornello a gas. Ricercatori dell’Università di Stanford hanno dimostrato che chi cucina con il gas respira quantità di biossido di azoto paragonabili a quelle prodotte da tutte le fonti esterne di inquinamento messe insieme — e i livelli pericolosi persistono nell’aria per ore anche dopo aver spento i fuochi. Lo stesso gruppo di ricerca ha trovato che i fornelli a gas emettono anche benzene, un cancerogeno associato alla leucemia e ad altri tumori del sangue.

Ma il fornello è solo l’inizio. Composti organici volatili presenti in vernici, mobili e prodotti per la pulizia, particolato fine, spore di muffa, allergeni — tutti contribuiscono al deterioramento dell’aria interna. E le concentrazioni stanno aumentando, spinte dalla chimica dei prodotti domestici moderni, dalla ventilazione insufficiente e dall’aumento delle temperature.

Il dato che rende tutto questo più grave è un altro. Gli americani — e con loro la maggior parte degli abitanti del mondo occidentale — trascorrono circa il 90% del proprio tempo in ambienti chiusi. Casa, ufficio, scuola, palestra, centro commerciale. L’aria che respiriamo per la quasi totalità della nostra vita è quella indoor. Eppure le normative sull’inquinamento atmosferico riguardano quasi esclusivamente l’esterno. Pochissime regole si applicano all’inquinamento interno, che può essere altrettanto pericoloso.

Le attività quotidiane come cucinare, riscaldare casa e usare prodotti per le pulizie rilasciano livelli dannosi di inquinanti nell’aria delle abitazioni. Queste fonti interne restano poco studiate e difficili da affrontare. Bambini, anziani e persone con patologie respiratorie o cardiovascolari sono i più esposti — e sono anche quelli che passano più tempo in casa.

Cosa si può fare concretamente? Aprire le finestre durante e dopo la cottura, preferire prodotti per la pulizia senza solventi, valutare purificatori d’aria con filtri HEPA nelle stanze dove si trascorre più tempo. Non elimina il problema, ma lo riduce in modo misurabile. La soluzione strutturale — passare all’induzione, migliorare la ventilazione degli edifici, regolare l’emissione di sostanze chimiche nei prodotti domestici — richiede scelte politiche che in gran parte non sono ancora state fatte.

Nel frattempo, l’aria che respiri adesso, mentre leggi questo articolo, probabilmente non è così pulita come pensi.