I mondi alieni affascinano l’immaginazione umana, offrendo una varietà di scenari che stimolano la curiosità e la ricerca scientifica. Tra questi, possiamo trovare super-Terre che orbitano nella zona abitabile delle loro stelle, pianeti ghiacciati simili a Hoth e mondi misteriosi che sembrano enormi occhi celesti. Alcuni di questi corpi celesti sono così freddi e bui da risultare quasi invisibili agli osservatori sulla Terra. Se l’umanità avesse accesso a un telescopio spaziale infrarosso estremamente sensibile, potrebbe captare i rari segnali spettrali emessi da questi enigmatici mondi. Fortunatamente, il Telescopio Spaziale James Webb (JWST) è in grado di svolgere questo compito, aprendo nuove frontiere nella nostra comprensione dell’universo.

Benoit Gougeon/Università di Montreal
Il Pianeta Rosa e le sue Caratteristiche Uniche
Recentemente, il JWST ha permesso di studiare un oggetto straordinario: un gigantesco pianeta rosa con nuvole salate e un’atmosfera turbolenta. Questo pianeta contiene composti chimici simili a quelli che possiamo trovare sotto il lavello della cucina. Secondo quanto riportato da Aneesh Baburaj, associato post-dottorato presso la Northwestern University, il Pianeta Rosa è il compagno più freddo mai scoperto con strumenti terrestri. Nonostante i tentativi di numerosi team di scienziati di osservare la luce di questo corpo celeste, la sua luminosità si è rivelata troppo debole per gli strumenti a terra, rendendolo un obiettivo ideale per il JWST.
La Scoperta di GJ504b e le sue Implicazioni
Quando finalmente siamo riusciti a ottenere il suo spettro, la sua unicità è emersa chiaramente. GJ504b, così è stato designato questo affascinante oggetto, si trova a meno di 60 anni luce dalla Terra e orbita attorno a una stella simile al Sole a una distanza immensa, oltre 40 volte quella che separa la Terra dal Sole. Questo lo rende un soggetto di grande interesse per gli astrofisici. La natura di GJ504b è oggetto di dibattito: potrebbe essere un pianeta massiccio o una nana bruna, una classe di oggetti che si avvicina di più a stelle fallite. I ricercatori lo definiscono un “compagno di massa planetaria”, e le recenti valutazioni suggeriscono che sia molto più massiccio e più vecchio di quanto si pensasse in precedenza.
Le Anomalie Termiche e le Nuvole Salate
Un aspetto intrigante è emerso quando i ricercatori hanno tentato di ricostruire le caratteristiche di GJ504b utilizzando i dati del JWST. È stata identificata un’anomalia termica, come se nell’atmosfera di GJ504b mancasse una fonte di opacità. Solo simulando una copertura nuvolosa, in particolare nuvole salate, i ricercatori sono riusciti a risolvere questa incongruenza. Le nuvole salate potrebbero essere composte da cloruro di potassio o solfuro di zinco. Inoltre, l’analisi ha rivelato una miscela atmosferica tossica, contenente acqua, monossido di carbonio, metano, ammoniaca e solfuro di idrogeno, che si mescolano all’interno della foschia rosa di GJ504b.

NASA, ESA, SDO, NASA-JPL, Caltech, Amy Simon/NASA-GSF; Designer: Elizabeth Wheatley/STScI
Il Profilo degli Elementi Pesanti e le Conclusioni
Un aspetto interessante è il profilo degli elementi pesanti di GJ504b, che sembra essere arricchito di carbonio, ossigeno e possibilmente zolfo rispetto alla sua stella. Questo arricchimento è simile a quello osservato su Giove nel nostro sistema solare, suggerendo che GJ504b potrebbe essersi formato come un pianeta da un disco protostellare ricco di detriti. Queste scoperte rappresentano una pietra miliare nell’uso del JWST e delle tecniche di modellazione per svelare oggetti freddi e indistinti. La ricerca è stata pubblicata su The Astrophysical Journal, contribuendo a un campo in continua evoluzione e ricco di sorprese.

NASA/Goddard Space Flight Center
