Impulsi laser sparati dagli aerei ad alta quota hanno attraversato la fitta copertura vegetale del bacino amazzonico, restituendo la mappa tridimensionale del terreno priva di alberi e piante. Sotto il mantello verde della foresta sono apparse centinaia di sagome geometriche regolari, terrapieni e camminamenti scavati nel suolo prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo nelle Americhe.Vinicius Peripato e i suoi colleghi dell’Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale del Brasile hanno coordinato un consorzio scientifico di oltre trecento specialisti, analizzando una superficie di oltre cinquemila chilometri quadrati mediante tecnologia LIDAR. I dati pubblicati sulla rivista Science hanno portato all’individuazione diretta di ventiquattro complessi strutturali mai documentati in precedenza, situati in zone distanti tra loro dal Brasile meridionale fino ai confini con la Bolivia e il Perù. Tra i ritrovamenti spiccano recinti fortificati, villaggi disposti secondo geometrie circolari, strade rialzate e strutture cerimoniali costruite tra il 500 e il 1500 d.C. da popolazioni indigene del tutto integrate nella gestione dell’ecosistema locale.
I ricercatori hanno integrato le rilevazioni aeree con modelli statistici di apprendimento automatico per stimare la portata complessiva del fenomeno. Il calcolo predittivo indica la presenza potenziale di una cifra compresa tra le 10.000 e le 24.000 strutture ancora sepolte dall’ombra degli alberi nel resto del bacino fluviale. I punti identificati corrispondono a zone in cui la composizione della vegetazione attuale mostra una concentrazione anomala di specie vegetali utili all’alimentazione umana, come la palma del Brasile o il cacao, piantate sistematicamente dalle comunità precolombiane e sopravvissute per secoli nei micro-habitat locali.L’accumulo di evidenze ingegneristiche e botaniche smentisce l’ipotesi storica di un’Amazzonia incontaminata o scarsamente popolata prima del XVI secolo. La foresta tropicale si rivela l’esito di una profonda trasformazione territoriale condotta su scala continentale, dove milioni di persone hanno modellato la superficie della terra e guidato la biodiversità vegetale per interi millenni.

