Serbia: il governo impone nuovo lockdown, ma la popolazione insorge

Lanci di pietre e petardi contro le forze dell’ordine.

Non si placano le violenze in Serbia, contro le nuove misure imposte per limitare il nuovo aumento dei contagi nel paese. Scene di violenza sono state pubblicate dal governo serbo davanti al Parlamento di Belgrado. Nelle immagini è possibile notare la polizia che risponde con cariche e lacrimogeni al lancio di pietre, bottiglie e petardi da parte dei manifestanti. Il bilancio è di diversi feriti ed oltre settanta arresti. Il paese è in fermento da quando, martedì scorso, il premier Aleksandar Vučić ha annunciato il ripristino del lockdown, inizialmente soltanto per la capitale del paese Belgrado, ma con l’obiettivo di estenderlo al resto della Serbia, durante il weekend. Secondo i manifestanti a fine giugno le autorità avrebbero truccato i numeri, diminuendo artificialmente i casi registrati per incoraggiare la popolazione a partecipare alle elezioni che hanno visto il partito dell’attuale presidente confermarsi alla guida del paese con oltre il 60% dei voti.


I primi cortei si sono verificati già nella giornata di martedì, ma in maniera pacifica, fuori dall’Assemblea nazionale. Le manifestazioni sono, però, velocemente degenerate in violenti scontri con la folla che ha fatto irruzione nell’edificio, per poi essere respinta con violenza dalle forze dell’ordine. Mercoledì le proteste hanno coinvolto le maggiori città del paese, come Nis e Novi Sad. Preoccupazione anche dalla Consiglio d’Europa per i diritti umani per la violenza delle manifestazioni e la forte repressione della polizia. Sono oltre 18mila i casi confermati nel paese, il più colpito della penisola balcanica.

Anti-lockdown protest in Belgrade, Serbia

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Pubblicato da Editorial Footage su Sabato 11 luglio 2020