Le rilevazioni preliminari tracciate dalla Civil Aviation Administration of China (CAAC) indicano che un velivolo leggero privato ha impattato contro la facciata superiore della CITIC Tower, nota come China Zun, l’edificio più alto di Pechino con i suoi 528 metri di altezza. Lo schianto è avvenuto a livello dei piani superiori del grattacielo, situato nel distretto finanziario di Chaoyang, in condizioni di scarsa visibilità a causa della densa nebbia che copriva la capitale.
L’impatto ha aperto uno squarcio nelle vetrate esterne, provocando un incendio localizzato alimentato dal carburante del mezzo. I detriti della fusoliera e i frammenti di vetro sono precipitati sulla strada sottostante, spingendo le autorità a evacuare parzialmente l’area circostante e a isolare il perimetro per ragioni di sicurezza. I rapporti iniziali del dipartimento di pubblica sicurezza di Pechino confermano il decesso delle due persone a bordo del bimotore. Le squadre dei vigili del fuoco, entrate in azione all’interno della struttura, hanno circoscritto le fiamme nel giro di poche ore, limitando i danni ai piani direttamente interessati dall’urto.
Gli investigatori della CAAC hanno recuperato i dispositivi di bordo per determinare le cause esatte dell’incidente, orientate al momento verso l’errore umano dovuto al disorientamento spaziale o a un’avaria tecnica.
I tecnici strutturali della CITIC hanno escluso rischi di cedimento per l’edificio.
La stabilità della torre è garantita da un nucleo centrale in cemento armato collegato a mega-colonne perimetrali in acciaio. Questa configurazione ingegneristica è progettata per distribuire i carichi in modo ridondante: in caso di danneggiamento locale di una sezione esterna, lo scheletro strutturale trasferisce immediatamente le forze alle colonne intatte, impedendo la propagazione del collasso e mantenendo l’edificio in sicurezza.
