Terrore in Venezuela, due scosse gemelle spaventose distruggono tutto: “È l’apocalisse”

Il Sudamerica trema per una mostruosa sequenza sismica in pochi istanti: proclamato lo stato di emergenza nazionale mentre si scava a mani nude tra le macerie dei palazzi crollati.

Bloomberg

La faglia sismica della costa settentrionale venezuelana ha scaricato in pochi secondi un’energia cumulativa impressionante, squarciando l’area di Morón, nello stato di Yaracuy, e facendo tremare l’intera regione caraibica. Le rilevazioni preliminari coordinate dal sismologo Gavin Hayes dell’U.S. Geological Survey (USGS) registrano una spaventosa sequenza “gemella”: una prima scossa di magnitudo 7.2 seguita, a distanza di pochissimi istanti, da un secondo devastante picco di magnitudo 7.5. I palazzi della capitale Caracas hanno oscillato violentemente prima che i blocchi residenziali a ridosso dell’epicentro collassassero. Il bilancio umano, provvisorio e drammatico, conta già centinaia di vittime accertate e decine di migliaia di dispersi, concentrati soprattutto nello stato costiero di La Guaira, epicentro della distruzione strutturale. A Tucacas, il complesso residenziale La Mar Suites è crollato interamente su se stesso, trasformandosi in una trappola di cemento. La presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ha proclamato lo stato di emergenza nazionale per mobilitare l’esercito e coordinare l’arrivo dei primi soccorsi internazionali inviati d’urgenza da Ecuador, Panama e Brasile. L’allarme tsunami, inizialmente emesso per un raggio di 300 chilometri dalle coste — incluse Porto Rico e le Isole Vergini —, è fortunatamente rientrato nelle ore successive, scongiurando un disastro nel disastro.

La terra continua a tremare. I sismologi temono un effetto domino sulle faglie adiacenti, mentre i soccorritori scavano a mani nude tra le macerie di La Guaira sotto una densa nube di polvere. I bisogni primari della popolazione sono già critici (mancano acqua potabile, ripari sicuri e presidi medici per la gestione dei traumi da schiacciamento). L’origine del cataclisma risiede nella complessa tettonica del Sudamerica settentrionale, dove la placca caraibica si scontra e scivola lateralmente rispetto a quella sudamericana. Quando l’attrito accumulato lungo queste gigantesche fratture sotterranee supera la resistenza delle rocce, la terra si spezza istantaneamente, liberando sotto forma di onde sismiche l’equivalente energetico di decine di ordigni atomici.