Scoperta della Prima Moneta d’Oro di Berenice II in Israele

Un ritrovamento archeologico che cambia la comprensione della storia di Gerusalemme.

Recentemente, durante le operazioni di scavo nel parcheggio Givati, l’Autorità israeliana per le antichità ha fatto una scoperta straordinaria: una piccola ma preziosa moneta d’oro attribuita alla regina Berenice II, consorte del re egiziano Tolomeo III. Questo ritrovamento è senza precedenti, poiché rappresenta la prima moneta d’oro mai rinvenuta al di fuori dei confini egiziani. Nonostante le sue dimensioni contenute, la moneta, realizzata in oro puro, ha suscitato un notevole interesse tra gli archeologi. Infatti, nel mondo sono stati trovati solo venti esemplari di questo tipo. La moneta presenta l’immagine della regina, che potrebbe essere rappresentata come sovrana a pieno titolo. Questo aspetto è stato sottolineato dal dott. Robert Kool, esperto di numismatica presso l’Autorità israeliana per le antichità, e dal dott. Haim Gitler, curatore capo di archeologia e numismatica al Museo di Israele, attraverso un post su Facebook.

Un’importante scoperta archeologica

La moneta offre una visione inedita di Gerusalemme nella metà del III secolo a.C., rivelando la città come un importante centro culturale con significativi legami economici con il resto del mondo. Rivka Langler, una delle archeologhe coinvolte nel progetto di scavo, ha descritto il momento della scoperta: “Ho notato un oggetto luccicante e mi sono subito resa conto che si trattava di una moneta d’oro. All’inizio non riuscivo a crederci. Ho lavorato per due anni in questo sito, aspettando il mio momento, e finalmente è arrivato”, ha condiviso su Facebook. Questo ritrovamento non solo arricchisce la nostra comprensione della storia, ma offre anche spunti per ulteriori ricerche sulla vita quotidiana e le dinamiche sociali dell’epoca.

Dettagli sulla moneta e il suo significato

La moneta, datata tra il 246 e il 241 a.C., è stata coniata ad Alessandria, probabilmente come un piccolo bonus per i soldati impegnati nella Terza guerra siriana. Un aspetto insolito per l’epoca è la rappresentazione della regina Berenice II come simbolo del potere politico. Sul recto della moneta, la regina indossa un diadema, un velo e una collana, mentre sul verso è presente una cornucopia affiancata da stelle, accompagnata da un timbro con il suo nome. Questo simbolo rappresenta prosperità e fertilità, elementi molto diffusi nell’antichità. La scoperta di questa moneta non solo arricchisce il patrimonio numismatico, ma offre anche una nuova prospettiva sulla rappresentazione delle donne nel contesto storico.

La vita e l’eredità di Berenice II

Secondo quanto riportato da Yahoo News, la vita di Berenice II è stata straordinaria, tanto da essere venerata come una dea. Gli studiosi hanno evidenziato che la rara iscrizione sulla moneta comunica chiaramente la sua autorità. Dopo la morte di Alessandro Magno, Tolomeo I cedette la regione della Cirenaica, attuale Libia, al padre di Berenice, Magas. Durante il regno di quest’ultimo, l’immagine della giovane regina fu coniata su alcune monete. Tuttavia, la sua vita non fu priva di turbolenze, culminando in un assassinio dopo un matrimonio combinato con Demetrio il Bello, caratterizzato da tradimenti. Alla fine, Berenice si unì in matrimonio con il cugino Tolomeo III, un’unione strategica per consolidare il potere tolemaico, sebbene la sua vita si concludesse tragicamente.

Un ritrovamento che cambia la storia

Sebbene la sua immagine fosse già apparsa su monete durante il regno del padre, questa moneta rappresenta uno dei primi esempi di una regina tolemaica ritratta con questo titolo durante la sua vita. “Non era solo una regina, ma più simile a un re”, ha affermato The Jerusalem Post, citando l’iscrizione presente sulla moneta. La rarità di questo ritrovamento è accentuata dal fatto che la moneta potrebbe essere stata coniata per premiare i soldati per un’azione specifica, e dalla singolarità di trovare il volto di una donna su di essa. Inoltre, è l’unica moneta di questo tipo mai scoperta al di fuori dell’Egitto. Questo ritrovamento ha il potenziale di modificare la nostra comprensione della prosperità di Gerusalemme nella metà del III secolo a.C. Secondo quanto dichiarato dai responsabili degli scavi, il dott. Yiftah Shalev (IAA) e Efrat Bocher (CSAJ), la scoperta sfida la visione tradizionale che riteneva Gerusalemme, dopo il 586 a.C., una piccola città povera. Al contrario, la moneta, insieme ad altri reperti della stessa epoca, dimostra che Gerusalemme stava vivendo un periodo di ripresa, rinnovando i legami con i principali centri politici, economici e culturali del tempo.