Questo robot “strisciante” ha fatto il giro della luna e ha scattato una foto storica

100 minuti di autonomia, zero intervento umano. Il piccolo rover LEV-2 ha fatto da solo ciò che nessun altro strumento a bordo poteva fare.

Il 19 gennaio 2024, il lander giapponese SLIM — soprannominato “Moon Sniper” per la precisione del suo sistema di atterraggio — toccava la superficie lunare diventando il quinto veicolo spaziale nella storia a completare un allunaggio morbido. Quasi subito, però, qualcosa andò storto: i pannelli solari si trovarono orientati nella direzione sbagliata rispetto al sole, e il veicolo si ritrovò a operare solo con le batterie di riserva. In quei minuti concitati, fu un piccolo robot a forma di sfera a salvare la missione — almeno dal punto di vista scientifico. Il robot si chiama LEV-2, acronimo di Palm-Sized Lunar Excursion Vehicle 2, ed è un rover morfologico delle dimensioni di un palmo di mano. Funziona grazie a due ruote interne che gli permettono di cambiare forma e modalità di locomozione in base al terreno, alternando una tecnica definita “butterfly stroke” a una vera e propria modalità di strisciamento. Il design ricorda da vicino il droide BB-8 di Star Wars, ma le sue funzioni sono tutto tranne che decorative.
Dopo il dispiegamento, LEV-2 ha operato in autonomia per circa 100 minuti sulla superficie lunare, trasmettendo le immagini attraverso LEV-1, un rover gemello in grado di saltare sul suolo lunare, prima di perdere il segnale. In quel lasso di tempo ha fotografato il lander SLIM e ha confermato quello che i tecnici a Terra sospettavano: il veicolo era atterrato capovolto. Un’informazione cruciale per interpretare il comportamento anomalo dei pannelli solari e capire perché la missione stesse andando inaspettatamente.


Nonostante le difficoltà, SLIM riuscì a raccogliere abbastanza energia solare per sopravvivere a tre notti lunari consecutive — ciascuna lunga circa due settimane terrestri — trasmettendo dati a febbraio, marzo e aprile 2024, prima di cadere definitivamente in silenzio nell’agosto dello stesso anno. Ora un nuovo studio pubblicato su Science Robotics, guidato da Daichi Hirano della Japan Aerospace Exploration Agency, analizza in dettaglio le performance di LEV-2 e ne estrae le lezioni per le missioni future. I risultati sono incoraggianti. Il rover ha dimostrato capacità di navigazione autonoma, elaborazione delle immagini in loco e comunicazione wireless sulla superficie lunare, aprendo la strada a piattaforme indipendenti capaci di raggiungere ambienti inaccessibili al veicolo principale. Gli autori identificano anche i margini di miglioramento: la telemetria ogni 32 secondi si è rivelata insufficiente per ricostruire con precisione certi passaggi operativi, e le interruzioni di comunicazione tra LEV-2 e LEV-1 hanno limitato la quantità di dati disponibili. Il software di gestione degli stati del rover, inoltre, dovrà essere ampliato per gestire scenari imprevisti su missioni più lunghe. Difetti minori per un sistema che, alla sua prima uscita lunare, ha comunque fatto quello per cui era stato costruito.

https://www.livescience.com/space/space-exploration/see-the-crawling-ball-shaped-rover-that-rolled-around-the-moon-during-japans-historic-first-landing