Un parassita allunga la vita delle formiche di 10 volte e induce gli altri ad adorarle. La scoperta

Un verme solitario riprogramma i geni delle formiche: le fa vivere dieci volte più a lungo e le fa trattare da regine dal resto della colonia, con il solo scopo di farle divorare da un picchio.

Le formiche operaie infette (a destra) assumono una colorazione molto più chiara rispetto alle formiche non infette (a sinistra). ( ©: Susanne Foitzik )

Un corpo ricoperto di feci di picchio accumulate nel terreno e un destino segnato dalla presenza di un ospite sgradito. Le larve di Temnothorax nylanderi, una comune specie di formica, contraggono il verme solitario Anomotaenia brevis ingerendo le deiezioni dei volatili. Da quel momento, la fisiologia dell’insetto viene stravolta.

Susanne Foitzik e Giulia Blasi della Johannes Gutenberg University di Magonza, insieme a un gruppo di ricerca della Zhejiang University, hanno mappato l’espressione genica di questi insetti parassitizzati, pubblicando i risultati sulla rivista BMC Genomics.

L’infezione decolora l’esoscheletro della formica — che da marrone scuro vira verso un giallo pallido — e ne arresta lo sviluppo dimensionale. Ma l’effetto biologico più rilevante risiede nell’estensione della vita: gli esemplari parassitati riescono a vivere fino a dieci volte più a lungo del normale.

Non si tratta di una malattia debilitante nel senso classico.

Analizzando il corpo grasso (il tessuto che gestisce metabolismo e risposte immunitarie negli insetti), i ricercatori hanno scoperto un profilo genetico quasi sovrapponibile a quello delle formiche regine. Il parassita altera l’emissione dei feromoni dell’ospite, spingendo le altre operaie della colonia a scambiarlo per una sovrana. Il resto del formicaio pulisce, nutre e trasporta la formica infetta, mentre questa smette del tutto di lavorare e di uscire dal nido.

I dati cerebrali hanno smentito l’ipotesi che la tenie manipoli il cervello dell’insetto secernendo propri peptidi. Le molecole di segnalazione del parassita non trovano riscontro diretto nel tessuto nervoso della formica. Il verme agisce per vie indirette, dirottando la rete di regolazione genica dell’ospite. Sopprime i recettori cerebrali legati all’istinto del lavoro, trasformando l’operaia in un individuo inerte.

Tutto questo lusso ha un prezzo preciso. Quando un picchio attacca il nido, le formiche sane scappano; quelle infette restano immobili sul posto, offrendosi al predatore. È l’unico modo che ha il verme per raggiungere l’intestino dell’uccello, riprodursi ed essere espulso di nuovo tramite le feci.

In pratica, il parassita regala alla formica una vita da regina sfondata di vizi solo per farla ingrassare e consegnarla viva, senza che opponga resistenza, al suo carnefice.

https://www.sciencealert.com/a-wild-parasite-makes-ants-live-longer-and-tricks-others-into-worshipping-them-scientists-finally-know-how