Perseverance ha scoperto un fenomeno strano nell’atmosfera di Marte

Sparando impulsi laser contro le rocce del cratere Jezero, gli strumenti del rover Perseverance hanno svelato le bizzarre proprietà acustiche del Pianeta Rosso: acuti più veloci dei bassi, forte attenuazione e variazioni termiche continue.

Pulsazioni laser sparate contro le roccia del cratere Jezero e microfoni ad alta precisione puntati verso il vuoto rarefatto di Marte. È così che l’astrofisico Baptiste Chide dell’Institut de Recherche en Astrophysique et Planétologie (IRAP) — insieme al team internazionale legato alla missione Perseverance della NASA — ha misurato per la prima volta la velocità del suono direttamente sul suolo del Pianeta Rosso. Lo strumento SuperCam installato sul rover Perseverance. Fonte: Universe Today L’atmosfera marziana, composta al 95% da anidride carbonica a una pressione ridottissima (meno dell’1% rispetto a quella terrestre), risponde alle onde acustiche in modo del tutto anomalo. A differenza della Terra, dove il suono viaggia indisturbato a circa 340 metri al secondo nell’aria, sul suolo marziano la velocità media crolla a 240 metri al secondo. Ma la vera anomalia acustica riguarda le frequenze.

Marte è l’unico pianeta roccioso del Sistema Solare dove la velocità del suono cambia drasticamente all’interno dello stesso spettro udibile dall’orecchio umano (tra i 20 Hz e i 20 kHz). Le frequenze acute, superiori ai 240 Hertz — poco sotto il Do centrale del pianoforte — viaggiano a circa 250 metri al secondo. Superano i toni bassi di oltre 10 metri al secondo. I suoni acuti arrivano all’orecchio prima dei bassi, scompaginando qualsiasi sincronia. A questo fenomeno di dispersione frequenziale si aggiungono le fluttuazioni termiche. Tra il giorno e la notte marziana, le drastiche escursioni di temperatura provocano una variazione della velocità del suono pari al 10%. Un segnale acustico sulla Terra mantiene una percepibilità discreta fino a circa 65 metri di distanza. Nel rarefatto involucro di CO₂ marziano, l’attenuazione è spietata: a soli 8 metri il suono sfuma quasi completamente, e le frequenze più alte vengono assorbite per prime. Ascoltare una conversazione o una nota musicale su Marte significa percepire acuti sfalsati e sbiaditi, prima che il silenzio inghiotta tutto.

https://www.iflscience.com/the-way-sound-works-on-mars-is-all-kinds-of-messed-up-it-would-make-a-terrible-place-to-host-woodstock-84154