A quasi nove mila chilometri al secondo, nodi compatti di gas ricchi di ossigeno attraversano i resti di un’esplosione stellare avvenuta venticinque anni fa. Nessuno sa ancora quali forze abbiano sparato questi “proiettili” cosmici attraverso il pulviscolo che avvolge V445 Puppis.
John Mills dell’Università di Warwick ha presentato i dati di questa struttura binaria durante il National Astronomy Meeting di Birmingham. Si tratta dell’unica nova ad elio confermata all’interno della Via Lattea. Quando esplose nel 2000, la stella si schermò dietro una spessa cortina di polveri che per un quarto di secolo ne ha impedito l’osservazione diretta. Ora che i detriti si sono diradati, gli astronomi sono riusciti a gettare uno sguardo al centro del sistema.
I dati parlano chiaro: l’idrogeno è del tutto assente.
Nelle novae ordinarie, una nana bianca strappa idrogeno a una stella compagna fino all’innesco di una reazione termonucleare superficiale. V445 Puppis segue regole diverse. La nana bianca sta risucchiando elio e carbonio da una stella elio rigonfia.
Analizzando i rilievi a infrarossi del Very Large Telescope, le immagini del telescopio spaziale Hubble, gli spettri del Southern African Large Telescope e i dati di luminosità del satellite TESS della NASA, Mills ha ricostruito l’architettura della coppia stellare. Il sistema presenta un periodo orbitale di 3,7 giorni — valore doppio rispetto alle stime precedenti — con un’emissione di elio ionizzato che indica la ripresa del trasferimento di materia. Il processo di accumulo è di fatto ricominciato.
Tra le macerie dell’esplosione si muovono strutture mai osservate prima.
Accanto al flusso principale di materia a forma di clessidra, che viaggia a 6.700 chilometri al secondo, spiccano grumi di gas lanciati a velocità superiori a 8.400 chilometri al secondo. Raggiungono quasi i 32 milioni di chilometri orari. L’origine di questi proiettili ad alta velocità resta sconosciuta.
Resta poi aperto il nodo sulla sorte finale del sistema. Quando una nana bianca accumula massa, rischia di raggiungere un punto di instabilità capace di farla detonare in una supernova di tipo Ia. Studi precedenti condotti da Bradley Schaefer sostengono invece che nelle esplosioni periodiche la stella espella più materia di quant’altra ne incamera (tra 0,01 e 0,1 masse solari per evento), finendo per erodersi anziché crescere.
In sostanza, un sistema binario unico nel suo genere che continua a sparare proiettili di gas nello spazio profondo, mentre la nana bianca si ricarica per la prossima esplosione.
