Un groviglio incandescente di materia primordiale, scagliato nello spazio a temperature inconcepibili nel primo milionesimo di secondo dopo il Big Bang.Prima che esistessero gli atomi, le stelle o le galassie, l’intero cosmo era riempito da una sostanza fluida e denso-rovente: il plasma di quark e gluoni. Per oltre vent’anni i fisici hanno lavorato nei grandi acceleratori di particelle per ricreare questa “luce liquida” e decifrarne la dinamica interno. A dispetto delle attese iniziali — che la ipotizzavano come un gas perfetto — questa zuppa cosmica si comportava come un liquido quasi privo di viscosità. I quark (i mattoni fondamentali della materia) e i gluoni (le particelle prive di massa che li “incollano”) interagivano con una forza tale da far scorrere la miscela senza alcuna resistenza, esattamente come l’acqua fluida ma ad altissima densità energetica.
La fase fluida durò una frazione di secondo. Con l’espansione del cosmo, il plasma si è raffreddato rapidamente, trasformandosi in un gas ionizzato opaco e denso che ha imprigionato la luce per i successivi 370.000 anni. In questa nebbia subatomica hanno iniziato ad aggregarsi i primi elementi leggeri: idrogeno, elio e tracce di litio.Ci sono voluti oltre 10 miliardi di anni prima che comparisse qualcosa di simile agli oceani che conosciamo. Quando la Terra si è formata, la superficie era un forno incandescente incapace di trattenere acqua allo stato liquido. Tra 4,4 e 3,8 miliardi di anni fa, il vapore acqueo nell’atmosfera primitiva ha iniziato a condensare in pioggia. Nonostante le temperature di superficie superassero ampiamente il punto di ebollizione, l’enorme pressione esercitata dall’anidride carbonica ha permesso all’acqua liquida di fermarsi sul suolo terreo, originando i primi veri mari. L’origine precisa di tutta quell’acqua resta contesa: una parte arrivò dallo spazio a bordo di comete e asteroidi ghiacciati, un’altra sfuggì direttamente dal cuore delle rocce terrestri sotto forma di gas rimasto intrappolato durante la formazione del pianeta. Prima di avere un mare d’acqua sotto il cielo, il cosmo è stato un unico, gigantesco oceano di particelle incandescenti che scorreva nel vuoto.
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