Sotto la superficie di Io, la luna di Giove, c’è un oceano infernale: la scoperta di Juno

I dati radiometrici raccolti dalla sonda della NASA penetrano la crosta di Io e svelano un incubo geologico: mari di magma incandescente e un motore termico spinto al limite.

Il team di ricerca coordinato dall’astronomo Scott Bolton del Southwest Research Institute e responsabile scientifico della missione Juno della NASA ha penetrato la crosta di Io, spingendo gli strumenti della sonda fino a cogliere la struttura interna del corpo più vulcanico del Sistema Solare.L’analisi dei dati radiometrici e degli infrarossi raccolti durante i sorvoli ravvicinati rivela un’infrastruttura geologica dominata da un oceano di magma globale o da grandi camere magmatiche interconnesse sotto la crosta superficiale.Io è stritolata dalla forza di gravità di Giove e dalle risonanze orbitali dei lune vicine, Europa e Ganimede. Questa stretta gravitazionale genera forze di marea colossali che deformano la roccia solida di Io, generando un calore interno spaventoso per attrito. Il risultato è un’attività vulcanica continua con centinaia di vulcani attivi capaci di erogare fontane e colate di lava a temperature superiori ai 1.000 gradi Celsius, con pennacchi di zolfo che si sollevano fino a centinaia di chilometri nello spazio.

I rilievi dello strumento JIRAM (Jovian Infrared Auroral Mapper) hanno mostrato che la superficie non è solo costellata da singoli vulcani, ma è letteralmente crivellata da laghi di lava incandescenti racchiusi in depressioni vulcaniche note come paterae.Le croste sottili che ricoprono questi bacini magmatici affondano ciclicamente nel materiale fuso sottostante, alimentando un ricambio continuo di materia rovente che mantiene la crosta in costante mutamento.I l quadro geologico che ne emerge ridimensiona i vecchi modelli a mantello prevalentemente solido: sotto l’involucro esterno di zolfo si nasconde un’interfaccia magmatica liquida e turbolenta, un vero e proprio inferno dinamico. Il cuore di Io funziona come una macchina termica spinta all’estremo, dove il calore generato dalle maree gravitazionali viene espulso senza sosta verso l’esterno.