Il meteorite più grande mai scoperto si trova ancora esattamente nel punto in cui è precipitato. Ma perché non si è formato un cratere?

I dettagli sul meteorite di Hoba rivelano come un frammento di 60 tonnellate sia caduto sulla Terra senza formare un cratere, adagiandosi intatto nel suolo namibiano.

Un parallelepipedo metallico da 60 tonnellate adagiato sull’asfalto sabbioso di Grootfontein, in Namibia, senza alcun solco o avvallamento sferico attorno. Jacobus Hermanus Brits, proprietario del terreno, vi scontrò contro l’aratro nel 1920 mentre lavorava i campi. L’analisi della massa rocciosa ha rivelato una composizione rara appartenente alla classe delle atassiti, meteoriti metalliche caratterizzate da un’elevata percentuale di nichel che inibisce la formazione delle classiche strutture di Widmanstätten.

I modelli fisici stimano che il corpo celeste originale pesasse circa 500 tonnellate prima di impattare con l’atmosfera terrestre.

La resistenza dell’aria ha eroso oltre l’80% della massa iniziale durante la discesa. La forma piatta e squadrata del frammento ha generato un effetto paracadute, aumentando esponenzialmente la forza di attrito e riducendo la velocità d’impatto a valori subsonici. L’angolo d’ingresso estremamente piatto ha permesso al blocco di scivolare sullo strato atmosferico anziché penetrarlo a sbalzo, adagiandosi al suolo senza liberare l’energia cinetica necessaria alla formazione di un cratere d’impatto.

Il reperto si trova ancora esatto nel punto di caduta.

Nonostante la dichiarazione a monumento nazionale nel 1955, decenni di atti vandalici, prelievi di campioni scientifici e ossidazione naturale ne hanno ridotto la massa originaria dalle 66 tonnellate stimate al momento del rinvenimento agli attuali 60 tonnellate.

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