Una lente gravitazionale è quando un oggetto molto massiccio (una galassia o un ammasso) deforma lo spazio e devia la luce che passa vicino. Se sorgente, lente e osservatore sono ben allineati, la luce può formare più immagini di un unico oggetto distante. Una “croce di Einstein” è un caso particolare in cui la luce viene divisa in quattro immagini disposte a forma di croce attorno all’oggetto lente. Nel caso osservato, chiamato HerS-3, gli scienziati hanno visto non quattro ma cinque immagini: quattro tradizionali più una al centro della struttura. Ciò è insolito.

Dopo aver escluso errori strumentali, gli astronomi hanno tentato di riprodurre la configurazione considerando solo le masse visibili. Nessun modello forniva la quinta immagine. L’unica soluzione che funziona è inserire nell’equazione un alone aggiuntivo di massa invisibile: la materia oscura. Secondo il modello che meglio spiega i dati, un ammasso massiccio di materia oscura funge da lente primaria, combinandosi con la luce di un gruppo di galassie lontane (a circa 8 miliardi di anni luce) per produrre la configurazione osservata. Per ora questa interpretazione resta ipotesi: serve confermarla con nuove osservazioni e simulazioni.
