Chernobyl, l’arco protettivo da 36.000 tonnellate è danneggiato: rischio disastro catastrofico

L’integrità strutturale del sito di Chernobyl è tornata al centro del dibattito scientifico e geopolitico a seguito di gravi danni subiti dal New Safe Confinement (NSC), la mastodontica struttura ad arco progettata per isolare i resti radioattivi del reattore 4 per i prossimi cento anni. Recenti rapporti tecnici indicano che l’arco ha subito danni significativi a causa di un attacco con droni avvenuto nel febbraio 2025, che ha compromesso la tenuta ermetica della struttura e riacceso il rischio di un collasso del vecchio sarcofago in calcestruzzo sottostante.

Il New Safe Confinement, completato nel 2016 con un investimento di circa 1,5 miliardi di euro, è una meraviglia dell’ingegneria moderna: un arco di acciaio di 36.000 tonnellate progettato per resistere a eventi estremi. Tuttavia, l’impatto di un drone ha causato una falla di circa 15 metri quadrati nel rivestimento esterno, con danni collaterali a una superficie di circa 200 metri quadrati, inclusi giunti e bulloni strutturali. Questo squarcio ha interrotto il sistema di pressione negativa, una tecnologia critica che garantisce che l’aria fluisca verso l’interno, passando attraverso sistemi di filtrazione prima di essere rilasciata, impedendo così la fuga di polveri radioattive.

La preoccupazione principale degli esperti, tra cui i consulenti di Greenpeace e le autorità ucraine, non riguarda solo la falla nell’arco, ma l’effetto domino che l’esposizione agli agenti atmosferici potrebbe innescare. Senza l’isolamento dell’NSC, il vecchio “Sarcofago” del 1986 — già strutturalmente instabile e mai destinato a essere permanente — è esposto a una corrosione accelerata. Un eventuale cedimento del vecchio sarcofago all’interno dell’arco solleverebbe enormi quantità di polvere di combustibile nucleare. Sebbene l’arco fornisca ancora una barriera fisica, la perdita della sua tenuta stagna significa che parte di queste particelle potrebbe ora disperdersi nell’ambiente.

Il processo di riparazione è complesso e costoso. Le stime preliminari indicano che i lavori di restauro potrebbero superare i 100 milioni di euro, una cifra che eccede i fondi attualmente disponibili presso la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD). L’obiettivo tecnico è ripristinare la piena funzionalità del confinamento entro il 2030, per procedere poi con la missione originale: lo smantellamento in sicurezza delle parti instabili del reattore.

In sintesi, la situazione attuale a Chernobyl rappresenta una sfida critica per la sicurezza nucleare internazionale. Il New Safe Confinement, l’enorme cupola d’acciaio che protegge il mondo dai resti del disastro del 1986, è stato danneggiato da un attacco militare, perdendo la sua capacità di mantenere una sigillatura perfetta. Questo guasto aumenta il rischio che il vecchio e fragile guscio di cemento interno possa crollare, liberando polveri radioattive che l’arco danneggiato non riuscirebbe più a trattenere completamente. Gli scienziati stanno lavorando contro il tempo per riparare la struttura e prevenire una nuova emergenza ambientale.

Fonte: https://interestingengineering.com/science/chernobyl-catastrophic-collapse-arch-damage