La Cina ha perforato 3.413 metri di ghiaccio antartico e raggiunto un lago intoccato da milioni di anni

Un record mondiale che apre per la prima volta l'accesso a un lago sepolto sotto il ghiaccio, isolato prima ancora che esistesse l'uomo.

All’inizio di febbraio, un getto d’acqua quasi bollente ha attraversato oltre tre chilometri di ghiaccio antartico. Alla fine del foro aperto dalla 42ª spedizione antartica cinese c’era qualcosa che nessuno aveva mai toccato: il lago Qilin, un bacino d’acqua sotterraneo isolato dal mondo esterno per milioni di anni.

La trivellazione si è fermata a 3.413 metri di profondità, battendo il precedente record mondiale di perforazione ad acqua calda di quasi 900 metri. Il Ministero delle Risorse Naturali cinese ha confermato il risultato ad aprile. Con questa tecnologia, ha precisato il ministero, la Cina è ora in grado di perforare oltre il 90% dell’intera calotta antartica.

Il sistema funziona senza punte meccaniche. L’acqua viene riscaldata in superficie e pompata ad alta pressione lungo un tubo flessibile: il calore scioglie il ghiaccio man mano che il tubo scende, aprendo un foro pulito senza frantumarlo né contaminarlo. È un dettaglio cruciale, perché il problema principale in questo tipo di ricerche non è arrivare in fondo — è arrivarci senza portarsi dietro microrganismi, sostanze chimiche o qualsiasi altro contaminante che renderebbe inutile qualsiasi campione raccolto.

Il lago Qilin si trova nell’Antartide orientale, a circa 120 chilometri dalla stazione cinese Taishan. È il secondo lago subglaciale per dimensioni conosciuto nel continente. La sua acqua non ha mai visto luce solare, non ha mai scambiato gas con l’atmosfera, ed è rimasta sigillata su scale temporali che precedono l’esistenza dell’uomo. Qualsiasi organismo che ci abbia trovato casa si è adattato a pressioni estreme e oscurità assoluta per un tempo incomparabilmente lungo.

Questo tipo di ambienti interessa i ricercatori per almeno due ragioni. La prima è climatica: i sedimenti e la chimica dell’acqua conservano informazioni su ere geologiche passate che i carotaggi di superficie non possono restituire. La seconda è astrofisica: i laghi subglaciali antartici sono considerati i migliori analoghi terrestri agli oceani nascosti sotto il ghiaccio di lune come Europa, la luna di Giove, o Encelado di Saturno. Capire come sopravvive la vita in questi ambienti aiuta a capire dove cercarla nello spazio.

Il foro aperto in febbraio era una prova tecnica: verificare che il sistema funzionasse, che il canale rimanesse pulito e che fosse praticabile per strumenti scientifici. Ha funzionato. Le prossime missioni potranno calare sonde direttamente nel lago e raccogliere i primi campioni da un ambiente che, fino a qualche mese fa, era rimasto del tutto inaccessibile.