Perché alcuni cervelli umani sono sopravvissuti per oltre 10.000 anni mentre il corpo si decomponeva?

L'analisi biochimica su oltre 4.000 organi fossili rivela come le interazioni tra proteine e lipidi possano bloccare la decomposizione e congelare la struttura cerebrale per millenni.

Perché alcuni cervelli umani sono sopravvissuti per oltre 10.000 anni mentre il corpo si decomponeva?

Un campione di oltre 4.400 cervelli umani mummificati, conservati nell’archivio fossile globale per periodi che raggiungono i 12.000 anni, ha mostrato una resistenza alla decomposizione del tutto anomala rispetto agli altri tessuti molli dell’organismo. La chiave di questa sopravvivenza millenaria risiede in una transizione di fase molecolare chiamata “vetrificazione“, un processo guidato dall’interazione tra le proteine del tessuto nervoso e i lipidi cellulari. L’analisi analitica di questi reperti riapre la comprensione sui meccanismi di preservazione molecolare della materia organica profonda.

Il tessuto cerebrale, notoriamente tra i primi a liquefarsi dopo la morte a causa dell’autolisi enzimatica, riesce in particolari condizioni ambientali a bloccare il proprio degrado strutturale. Quando le molecole di grasso e le proteine del cervello subiscono un rapido processo di disidratazione in combinazione con la presenza di minerali specifici o sbalzi termici estremi, i legami chimici si trasformano creando una matrice stabile e vetrosa. Questo stato blocca l’attività batterica e impedisce il collasso cellulare, mantenendo intatta la morfologia dell’organo anche quando lo scheletro e i muscoli circostanti sono ormai del tutto degradati.

La scoperta di questa dinamica di preservazione autonoma, indipendente dalle tecniche di mummificazione artificiale impiegate dalle civiltà antiche, dimostra come la biochimica del cervello possieda una propensione intrinseca alla stabilità quando esposta a determinati microclimi. L’individuazione del meccanismo di vetrificazione molecolare apre nuove prospettive sia per l’archeologia molecolare, consentendo di recuperare materiale genetico e proteico da reperti ritenuti finora inutilizzabili, sia per le tecnologie di conservazione dei tessuti biologici in campo medico.

https://www.iflscience.com/brain-preservation-paradox-solved-how-some-human-brains-survived-for-over-10000-years-while-the-body-decayed-84294

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