Una scoperta archeologica eccezionale è emersa dalla grotta di Suder Vagnhus, sull’isola svedese di Lilla Karlsö, nel Mar Baltico. Gli archeologi hanno trovato i resti di una giovane donna e del feto che portava in grembo, risalenti probabilmente a 8.000-9.500 anni fa. La donna, stimata tra i 14 e i 19 anni, era incinta di circa 32-34 settimane. La posizione delle ossa fetali, ancora nell’area addominale della madre, indica che il bambino si trovava probabilmente ancora nel ventre al momento della sepoltura. Gli studiosi ritengono che la donna sia stata sepolta intenzionalmente, forse rannicchiata sul fianco secondo una pratica funeraria dell’epoca.
La grotta potrebbe inoltre contenere i resti di altri individui, tra cui forse un bambino. La datazione al radiocarbonio e le analisi del DNA permetteranno di ottenere maggiori informazioni sull’età dei resti e sul rapporto tra madre e feto. Si tratta di un ritrovamento estremamente raro: le ossa fetali sono fragili e difficilmente si conservano per migliaia di anni. Gli scavi nella grotta sono ancora in corso e potrebbero rivelare altri dettagli su questa misteriosa sepoltura preistorica.


