Tre minerali ferrosi lavorati a caldo, incastonati in strutture di metallo nobile e seppelliti al fianco di aristocratici guerrieri dell’Età del Bronzo. Non si trattava di semplice ferro di miniera, impraticabile da estrarre per le tecnologie dell’epoca, ma di frammenti di meteoriti caduti sulla Terra dopo aver viaggiato nello spazio profondo.
Nel laboratorio di analisi materiali del Journal of Archaeological Science, il team di ricerca coordinato da Nerantzis Nerantzis dell’Università di Salonicco ha passato al setaccio oltre cento reperti metallici recuperati tra la Grecia continentale e Creta, risalenti a un arco temporale compreso tra il 1800 e il 1000 a.C.
Un’analisi chimica non distruttiva condotta con spettrometria di fluorescenza a raggi X.
L’ispezione ha rivelato una presenza fuori scala di nichel in tredici manufatti specifici — tra cui anelli, bracciali e lame rituali — incompatibile con la composizione dei minerali terrestri noti. La percentuale registrata conferma l’origine extraterrestre della materia prima, lavorata per forgiare oggetti di rappresentanza per le élite micenee e minoiche.
Non esistevano ancora le fornaci per fondere il ferro dalle rocce terrene. Chi indossava il metallo dello spazio sfoggiava un potere che andava oltre il valore commerciale.
La scarsità di impatti meteoritici registrati nel clima greco suggerisce una rotta commerciale ben precisa: il materiale proveniva dai deserti egiziani, dove la conservazione dei frammenti era favorita dall’assenza di umidità e dove i contatti con l’Egitto dei faraoni erano già frequenti e documentati.
Poi, intorno al 1200 a.C., la moda si è estinta. I canali commerciali con l’Egitto si sono interrotti oppure la tecnologia della metallurgia terrestre ha reso ordinario ciò che prima era considerato divino.
https://gizmodo.com/ancient-greek-elites-may-have-forged-their-jewelry-from-space-rocks-2000798820

