Due dipendenti dell’aeroporto di Francoforte muoiono di malaria dopo che una zanzara si è introdotta clandestinamente a bordo di un aereo

Contagiati sei lavoratori di terra che non avevano effettuato viaggi all'estero: l'episodio riaccende l'allarme sui rischi diagnostici e sulla sorveglianza sanitaria negli scali internazionali.

Due dipendenti dell’aeroporto di Francoforte muoiono di malaria dopo che una zanzara si è introdotta clandestinamente a bordo di un aereo

Tra le piste dell’aeroporto di Francoforte sul Meno, lo scalo internazionale più trafficato della Germania, quattro operatori di terra si sono ammalati nei primi giorni di luglio manifestando improvvisamente febbre alta, brividi e dolori muscolari. I controlli sanitari effettuati nelle settimane successive hanno portato a sei il totale dei dipendenti contagiati, sfociando nel decesso di due di loro. Nessuno dei lavoratori coinvolti aveva viaggiato di recente in aree endemiche. Gli accertamenti condotti dalle autorità sanitarie locali e dal Robert Koch Institute, l’agenzia federale tedesca per la salute pubblica, hanno confermato la causa dell’infezione: un focolaio di malaria aeroportuale, trasmessa da zanzare del genere Anopheles giunte a bordo di un volo commerciale.

L’infezione è stata provocata dal Plasmodium falciparum, la forma parassitaria più aggressiva e letale della malattia, in grado di provocare complicazioni fatali entro ventiquattro ore se non trattata tempestivamente. Nei contesti europei, dove la patologia non è endemica, la diagnosi incontra spesso ritardi critici proprio perché i primi sintomi somigliano a quelli di una normale influenza. L’assenza di uno storico di viaggi nelle anamnesi dei pazienti tende a depistare i medici, rallentando la somministrazione delle terapie antiparassitarie mirate. Le analisi genetiche e sui campioni ematici sono tuttora in corso per stabilire se le punture siano riconducibili a un singolo insetto o a più esemplari, capaci di coprire spostamenti fino a sette chilometri all’interno dell’area aeroportuale.

I casi registrati a Francoforte non costituiscono un episodio isolato per il traffico aereo europeo. Una revisione della letteratura scientifica sui casi di malaria da aeroporto e da bagaglio pubblicata quest’anno ha censito 145 casi in Europa tra il 1969 e il 2022, con il maggior numero di contagi concentrato nello scalo parigino di Charles de Gaulle. Lo stesso aeroporto di Francoforte aveva già registrato tre casi simili nel 2022, attribuiti allora a un carico arrivato dal Ghana, e un ulteriore episodio nel 2023.

Mentre le autorità sanitarie di Francoforte rassicurano sul fatto che il rischio per la popolazione generale rimane estremamente basso, la vicenda riapre il dibattito sulla necessità di rafforzare la formazione del personale medico e la sorveglianza vettoriale negli scali internazionali. L’incremento del traffico merci globale e i cambiamenti climatici in corso aumentano la frequenza con cui vettori patogeni possono viaggiare come passeggeri clandestini nelle stive degli aerei, rendendo indispensabili protocolli di disinfestazione più stringenti nei punti d’ingresso continentali.

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