Dopo un trapianto sviluppa la stessa allergia del donatore

Dopo un trapianto di polmone sviluppa una grave allergia alle arachidi: il donatore aveva la stessa allergia.

Dopo un trapianto sviluppa la stessa allergia del donatore

Un raro caso medico ha mostrato che, in determinate circostanze, un trapianto d’organo può trasmettere anche una sensibilità allergica dal donatore al ricevente. La protagonista della vicenda era una donna sottoposta a un trapianto di polmone per curare una malattia polmonare interstiziale, caratterizzata da infiammazione e cicatrizzazione del tessuto polmonare. Durante la degenza, dopo aver mangiato una ciotola di cereali, la donna sviluppò improvvisamente vampate di calore, prurito, difficoltà respiratorie e pressione sanguigna molto bassa. I sintomi, durati quasi due ore, erano compatibili con una grave reazione anafilattica. Nelle settimane successive gli episodi si ripeterono dopo aver mangiato una torta alla crema di cocco e una barretta di cioccolato alle mandorle. Due mesi dopo il trapianto, i medici eseguirono alcuni test allergologici, scoprendo che la donna era diventata sensibile agli allergeni delle arachidi e dei pinoli. La scoperta più importante, però, riguardava il donatore: il polmone proveniva da un ragazzo di 12 anni che aveva una nota allergia alle arachidi.

I medici ipotizzarono quindi che alcune cellule immunitarie presenti nel tessuto polmonare trapiantato, già “sensibilizzate” alle arachidi, avessero trasferito temporaneamente la risposta allergica alla ricevente. Il caso era particolarmente raro: all’epoca della sua pubblicazione, nel 2011, era stato documentato soltanto un altro episodio di allergia alle arachidi comparsa dopo un trapianto di polmone. La parte più sorprendente arrivò nei mesi successivi. La donna non ricevette un trattamento specifico per eliminare la nuova allergia, ma la sua sensibilità diminuì progressivamente fino a scomparire completamente circa un anno dopo il trapianto. In seguito, sotto controllo medico, riuscì persino a mangiare arachidi senza sviluppare alcuna reazione. Il fenomeno è noto come trasmissione dell’allergia dal donatore al ricevente ed è raro, ma documentato. Una revisione pubblicata nel 2025 ha evidenziato che i casi sono osservati soprattutto dopo trapianti di polmone e fegato, organi particolarmente ricchi di cellule del sistema immunitario.

Gli esperti ritengono che possano essere coinvolti diversi tipi di cellule, tra cui i linfociti B, i mastociti e i basofili. Nel caso della donna, alcuni risultati suggerivano che la reazione potesse essere legata alle cellule immunitarie rimaste nel tessuto del donatore piuttosto che alla produzione continua di anticorpi da parte dell’organismo della ricevente. Il caso mette in evidenza un aspetto poco conosciuto dei trapianti: insieme a un organo possono essere trasferite temporaneamente anche alcune caratteristiche del sistema immunitario del donatore. Per questo motivo, gli specialisti sottolineano l’importanza di conoscere nel dettaglio la storia allergica dei donatori e di effettuare, quando necessario, test allergologici sui riceventi dopo il trapianto.

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Lucia Petrone
Lucia Petrone

Studentessa di Lingue e Letterature straniere presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionata di scienza e culture straniere, scrivo su Scienze Notizie dal 2021.