Il volto della Venere di Botticelli nasconde indizi sulla misteriosa morte di Simonetta Vespucci?

L'analisi dei tratti oculari nei ritratti rinascimentali individua le tracce di un tumore ipofisario sulla nobildonna fiorentina.

Il volto della Venere di Botticelli nasconde indizi sulla misteriosa morte di Simonetta Vespucci?

Uno studio firmato da Paolo Pozzilli della Queen Mary University di Londra e Domiziana Nardelli dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, pubblicato sulla rivista Medical Humanities, indica che Simonetta Vespucci soffriva di un tumore neuroendocrino dell’ipofisi. La ricerca ha analizzato i dettagli anatomici nei dipinti di Sandro Botticelli, tra cui la Nascita di Venere e il Ritratto allegorico di donna. La nobildonna nacque a Genova nel 1453 e morì a Firenze nell’aprile 1476 all’età di 23 anni.

L’analisi visiva delle opere ha rilevato una costante asimmetria oculare e una lieve ptosi palpebrale nel volto della musa. Gli autori spiegano che la compressione all’interno del seno cavernoso cerebrale causata da un adenoma ipofisario altera i nervi cranici. Questo meccanismo produce uno strabismo cronico, finora considerato dagli storici dell’arte una scelta stilistica dell’artista. L’ipotesi medica trova riscontro nelle lettere scritte da Piero Vespucci a Lorenzo de’ Medici nel 1476. I documenti d’epoca descrivono il crollo fisico della donna durante un ballo, seguito da febbre alta, allucinazioni, vomito e forti cefalee.

In un’indagine precedente condotta nel 2019 lo stesso gruppo di lavoro aveva evidenziato variazioni progressive della mascella e dell’arcata sopraccigliare nei ritratti eseguiti in anni successivi. Tali modifiche ossee sono tipiche dell’acromegalia indotta dall’eccesso di ormone della crescita e prolattina. Nel Ritratto allegorico di donna la figura femminile appare con segni di galattorrea pur non avendo mai avuto figli, ulteriore manifestazione clinica legata agli adenomi prolattino-secernenti.

I ricercatori ipotizzano che la morte sia sopraggiunta per apoplessia ipofisaria, un’improvvisa emorragia della ghiandola. Lo sforzo fisico durante la danza o un trauma acuto potrebbero aver provocato l’aumento della pressione endocranica. L’assenza di resti ossei analizzabili con tecniche di laboratorio impedisce una conferma istologica o genetica della diagnosi. L’intera ricostruzione si fonda unicamente sulla fedeltà pittorica di Botticelli e sui resoconti epistolari del Quattrocento.

La diagnosi storica smentisce la tradizionale attribuzione della morte alla tubercolosi. Le alterazioni facciali e la sintomatologia neurologica terminale descritta nelle fonti scritte coincidono con il quadro clinico della patologia tumorale cerebrale.

https://www.iflscience.com/botticellis-birth-of-venus-may-contain-subtle-clues-to-the-death-of-la-bella-simonetta-in-1476-84936

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