Una sequenza di cinque scosse nel Tirreno meridionale ha fatto tremare la fascia costiera settentrionale della Sicilia. La prima è stata registrata dai sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) alle 11:04, con una magnitudo di 3.3 a nord-ovest delle isole Eolie. Poco dopo, la sequenza è culminata con una scossa di magnitudo 5.5, localizzata in mare a una profondità di appena cinque chilometri. Sono seguite altre tre scosse, con magnitudo di 4.3, 3.6 e 4, registrate fino alle 12:24.
L’intensità del terremoto e la sua localizzazione in mare hanno fatto scattare immediatamente le procedure di sicurezza. Il Sistema nazionale di allerta maremoti (SIAM) ha emesso una notifica di livello arancione (Advisory) per i tratti di costa esposti al Tirreno, segnalando la necessità di adottare misure precauzionali.
Il direttore generale della Protezione civile della Regione Siciliana, Salvo Cocina, ha disposto l’immediata attivazione delle procedure operative da parte delle amministrazioni locali. I prefetti di Palermo e Messina hanno avviato le procedure per convocare i rispettivi Centri di coordinamento dei soccorsi, mantenendo i contatti con la presidenza della Regione, guidata da Renato Schifani. Ai Comuni è stato inoltre chiesto di effettuare verifiche tecniche sulle infrastrutture e sugli edifici.
A Palermo, le scosse hanno spinto lavoratori e studenti a uscire spontaneamente dagli edifici. Nelle scuole e negli uffici pubblici sono scattati i protocolli di emergenza, con evacuazioni che hanno interessato anche la sede dell’Amap in via Volturno. Il sindaco Roberto Lagalla e la giunta comunale di Palazzo delle Aquile hanno riferito che i primi sopralluoghi effettuati dalla Polizia Municipale e dai Vigili del Fuoco non hanno rilevato cedimenti strutturali né feriti.
La giunta comunale ha inoltre confermato l’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente per liberare, a scopo precauzionale, alcuni complessi pubblici.
La preoccupazione riguarda soprattutto le possibili conseguenze di un terremoto intenso che si verifica in mare a bassa profondità. In determinate condizioni, infatti, lo spostamento del fondale marino può provocare un movimento della massa d’acqua e generare onde dirette verso la costa.
L’allerta arancione (Advisory) indica il rischio di variazioni anomale del livello del mare e di forti correnti, soprattutto nelle aree portuali. Per questo motivo, le autorità raccomandano di allontanarsi temporaneamente dalle spiagge e dalle zone costiere più basse, seguendo le indicazioni della Protezione civile.
Al termine delle verifiche, l’allerta maremoto è rientrata dopo che il monitoraggio non ha evidenziato condizioni tali da richiedere il mantenimento della segnalazione. La revoca dell’allerta viene disposta sulla base dei dati raccolti dai mareografi e delle valutazioni del Centro Allerta Tsunami dell’INGV, che consentono di verificare eventuali variazioni anomale del livello del mare. Il sistema di allertamento è quindi tornato alla normalità, mentre le autorità hanno continuato a seguire l’evoluzione della situazione sismica. La revoca riguarda il rischio maremoto e non esclude la possibilità di ulteriori scosse di terremoto.


