Una rarissima moneta vichinga di 1.000 anni fa rivela come un re usò il denaro per diffondere il cristianesimo

La rara moneta d'argento scoperta nel tesoro di Mørstad svela come il sovrano vichingo Olaf Haraldsson utilizzò la coniazione di stato e la simbologia cristiana per legittimare la nuova fede e unificare la Norvegia.

Una rarissima moneta vichinga di 1.000 anni fa rivela come un re usò il denaro per diffondere il cristianesimo

Prima di diventare il santo patrono della Norvegia, Olaf Haraldsson fu un capo vichingo che incendiava villaggi in Inghilterra e in Francia. Non era un sovrano pio rassegnato al martirio. Era un uomo pratico. Ad aprile 2026 è emerso il tesoro di Mørstad, il più grande ripostiglio di monete dell’Età Vichinga mai trovato in Norvegia: più di cinquemila pezzi d’argento. La numismatica Anne Skogsfjord li stava catalogando al Museo di Storia Culturale dell’Università di Oslo quando ne ha notato uno che sembrava il solito denaro anglosassone di re Æthelred. Poi ha letto l’iscrizione: ONLAF R+ NORMANORV, “Olaf, re dei Norvegesi”.

È una moneta rarissima. Di quelle coniate sotto Olaf II ne restano una ventina, e solo quattro hanno questo stesso disegno. Fu battuta tra il 1024 e il 1028. Sul dritto c’è il re con l’elmo da battaglia a punta e accanto una croce a tre gradini, ripresa dai solidi dell’Impero bizantino. Sul rovescio una croce doppia e un’iscrizione che dichiara devozione al proprio signore. Svein H. Gullbekk, docente di numismatica nello stesso ateneo, la definisce una forma di branding della cristianizzazione su larga scala. Il modello grafico era quello dei denari di Canuto il Grande.

Il motivo, in questa lettura, è semplice. Per imporre la nuova fede contro il culto di Odino e di Thor e contro i clan locali, che non volevano abbandonare i vecchi dèi, Olaf doveva presentarsi all’Europa come un re cristiano alla pari dei sovrani oltre la Manica. La conversione imposta con la forza gli costò l’esilio nel 1028 e la vita due anni dopo, a Stiklestad, dove fu ucciso in battaglia da un esercito di contadini ribelli. La moneta, però, continuò a circolare. Sul bordo restano piccoli tagli lasciati dai mercanti che ne controllavano la purezza dell’argento. Passò di mano in mano per quasi vent’anni, fino a essere sepolta intorno al 1046. Prima di finire sugli altari, un vecchio razziatore aveva usato una moneta per presentare il suo nuovo potere.

https://www.zmescience.com/science/news-science/1000-year-old-viking-king-olaf-norway

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