Una tomba Moche risalente a circa 1.500 anni fa potrebbe appartenere a un bambino di non più di 2 anni e di rango elevato. La sepoltura, rinvenuta nel nord del Perù, conteneva 32 oggetti in ceramica, due manufatti in rame e raffigurazioni di prigionieri destinati al sacrificio: un corredo insolito per una sepoltura infantile.
La scoperta è stata fatta da Carlos Rengifo-Chunga e dai colleghi del Progetto archeologico Huacas de Moche dell’Università di Trujillo. La tomba si trova nella Piattaforma Uhle, un mausoleo annesso al tempio Huaca de la Luna, nel sito archeologico di Huacas de Moche. Al suo interno gli archeologi hanno trovato un piccolo scheletro; il sesso del bambino non è noto. Rengifo-Chunga ha riferito a Live Science che la sepoltura era abbastanza grande da poter ospitare comodamente un adulto.
La cultura Moche, detta anche Mochica, si sviluppò lungo la costa settentrionale dell’attuale Perù dal III al IX secolo. I Moche coltivarono terreni in un ambiente desertico e costruirono templi monumentali e canali d’irrigazione. Lasciarono inoltre ceramiche, manufatti in metallo, tessuti e opere d’arte caratteristiche. Non avevano una lingua scritta, ma sono stati ritrovati migliaia di recipienti con ritratti realistici.

Tra gli oggetti della tomba c’erano un disco di rame simile a una maschera, posato sul volto del bambino, e un manufatto a forma di mezzaluna collocato ai suoi piedi. I 32 recipienti in ceramica comprendevano due raffigurazioni di prigionieri con una corda attorno al collo e una figura che potrebbe rappresentare una divinità.
Le immagini dei prigionieri richiamano il «rituale del combattimento», un tema ricorrente nell’arte Moche. In queste scene due guerrieri si affrontano; il perdente viene spogliato, privato delle armi, legato al collo con una corda e offerto in sacrificio umano, ha spiegato Rengifo-Chunga. Di solito, ha aggiunto, si presume che recipienti di questo tipo siano legati alla vita della persona sepolta, per esempio perché questa aveva partecipato a un combattimento. La presenza di tali raffigurazioni nella tomba di un bambino troppo piccolo per aver preso parte a uno scontro è quindi insolita. «Questo amplia le nostre conoscenze sulle pratiche funerarie Moche», ha detto il ricercatore.
La figura che potrebbe essere una divinità ha un corpo umano, ali e coda d’uccello. Secondo alcuni studiosi, potrebbe raffigurare un dio in trasformazione. Tiene uno scudo quadrato in una mano e un calice nell’altra; ai suoi lati compaiono due uccelli «assistenti» vestiti con abiti cerimoniali. Saranno necessarie ulteriori ricerche per capire se si tratti di una divinità Moche già nota o di una figura finora sconosciuta. Il reperto si inserisce inoltre nel dibattito ancora aperto su quanti dèi comprendesse il pantheon Moche: molte divinità distinte oppure poche figure capaci di assumere forme diverse.



La posizione della tomba e il trattamento funerario elaborato, compreso l’impiego del rame, suggeriscono che il bambino appartenesse a una classe d’élite della società Moche, ha detto Rengifo-Chunga. La sepoltura è l’unica tra le oltre 80 già scoperte nella Piattaforma Uhle a essere nota per appartenere a un bambino e presentare un corredo così ricco.
I reperti sono ora nei laboratori del Museo Santiago Uceda Castillo, in Perù, dove saranno sottoposti a interventi di conservazione.
Fonte: livescience.com


