La perdita di capelli colpisce decine di milioni di persone nel mondo e la ricerca farmaceutica cerca da decenni una soluzione orale efficace che possa superare i limiti dei trattamenti topici tradizionali. Un passo avanti significativo arriva dai risultati di una sperimentazione clinica di fase tre condotta dall’azienda Veradermics, che ha testato un farmaco sperimentale noto come VDPHL01 su un gruppo di cinquecentoquarantasei uomini affetti da alopecia androgenetica da lieve a moderata. Nel corso di sei mesi, i partecipanti sono stati suddivisi per ricevere una dose giornaliera di otto milligrammi e mezzo del farmaco, una dose doppia o un placebo. Al termine del periodo di osservazione, gli uomini trattati una volta al giorno hanno registrato una crescita di circa ventotto capelli in più per centimetro quadrato, mentre nel gruppo con somministrazione doppia la media è salita a circa trentasei nuovi capelli, a fronte dei sei rilevati nel gruppo di controllo.
La percezione dei partecipanti ha confermato i dati strumentali, con percentuali elevate di pazienti che hanno notato un miglioramento visibile della copertura del cuoio capelluto, mentr la molecola è stata generalmente ben tollerata senza la segnalazione di effetti avversi gravi. Il principio attivo alla base del trattamento è il minoxidil, un composto nato originariamente per l’ipertensione e impiegato storicamente in lozioni topiche grazie alla scoperta casuale della sua capacità di stimolare la crescita dei follicoli attraverso la dilatazione dei vasi sanguigni e l’aumento dell’apporto di nutrienti e ossigeno. L’uso di compresse orali a basso dosaggio di minoxidil si è diffuso negli ultimi anni tra i pazienti, ma si tratta finora di un impiego non ufficiale, privo di un’approvazione specifica per la calvizie. L’azienda punta ora a ottenere il via libera dalla Food and Drug Administration statunitense, forte anche dei pareri positivi di esperti come Antonella Tosti dell’Università di Miami, che individua nel composto un potenziale nuovo standard di cura per la perdita di capelli maschile, mentre sono già in corso ulteriori studi per valutarne la sicurezza a dodici mesi e l’efficacia sulle donne.


