Il 29 ottobre 1991 la sonda Galileo passò a 1.593 chilometri da Gaspra, un asteroide lungo circa 20 chilometri e largo 12, mentre viaggiava a circa 8 chilometri al secondo rispetto al corpo celeste. Fu il primo asteroide mai visitato da una sonda spaziale. Diretta verso Giove, Galileo scattò fotografie e usò uno spettrometro per la mappatura nel vicino infrarosso, uno strumento che analizza la luce per ricavare informazioni sulla composizione chimica e sulle proprietà fisiche degli oggetti.
Gaspra orbita vicino al margine interno della fascia degli asteroidi, la regione tra Marte e Giove popolata da numerosi corpi rocciosi. Galileo l’aveva attraversata per circa due mesi prima del sorvolo. Le immagini mostrarono che l’asteroide ha una forma irregolare e allungata, con una superficie ricoperta di crateri. La sonda, però, era troppo lontana perché la gravità di Gaspra ne modificasse in modo misurabile la traiettoria: non poté quindi determinarne la massa.

Un primo piano di Gaspra ripreso dalla sonda Galileo della NASA durante il sorvolo. (Crediti immagine: NASA/JPL-Caltech)
Il passaggio fu una tappa intermedia, quasi a metà del viaggio di sei anni di Galileo verso Giove, il pianeta più grande del Sistema solare. La NASA aveva lanciato la sonda nell’ottobre 1989. Nel 1990 Galileo sorvolò Venere e la Terra, prima di raggiungere Gaspra. Durante il passaggio si avvicinò a poco meno di 1.000 miglia, circa 1.600 chilometri, e viaggiò a circa 18.000 miglia orarie, pari a circa 29.000 chilometri orari.

Le fotografie rivelarono «un corpo craterizzato, complesso e irregolare, di circa 20 per 12 per 11 chilometri (12,4 per 7,4 per 6,8 miglia), ricoperto da un sottile strato di polvere e detriti», ha scritto la NASA in un resoconto. «L’immagine che ci facciamo di Gaspra è quella di un corpo che ha subito molte vicissitudini nel corso della sua storia», dichiarò all’epoca Joseph Veverka, membro del gruppo di lavoro sulle immagini di Galileo, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa UPI. «Sospettiamo che sia sopravvissuto a una serie di collisioni catastrofiche avvenute in passato».
Una rappresentazione artistica della sonda Galileo, lanciata nel 1989 per una missione verso Giove. (Crediti immagine: NASA)
Galileo sorvolò nuovamente la Terra nel 1992 e nel 1993 passò vicino all’asteroide Ida, prima di arrivare a Giove nel 1995. Durante il viaggio, nel luglio 1994, la sonda si trovò nella posizione giusta per osservare la cometa Shoemaker-Levy 9 mentre si frammentava e si schiantava contro il pianeta.
Da quel primo storico sorvolo, la NASA e altre agenzie spaziali hanno compiuto ulteriori passi nell’esplorazione degli asteroidi: sono riuscite ad atterrare su corpi come Eros con la sonda NEAR, a raccogliere campioni e riportarli sulla Terra con missioni come OSIRIS-REx della NASA e Hayabusa del Giappone, e a colpire intenzionalmente un asteroide con una sonda, come nel caso della missione DART della NASA, per mettere alla prova tecniche di difesa planetaria.
Fonte: space.com


