I resti di un uomo alto più di 1,80 metri, ucciso con numerose coltellate, sono stati riesaminati da Mark Driessen e Carol van Driel-Murray dell’Università di Leida. L’uomo fu trovato nel 1977 in un pozzo del forte romano di Velsen, sulla costa dell’Olanda Settentrionale, insieme a una cintura militare, un pugnale, un anello, una fibula — una spilla usata per fermare gli abiti — e un sandalo con la suola chiodata. La nuova analisi, riferita da La Brújula Verde, propone diverse possibili spiegazioni della sua morte.

Le ossa presentano numerose ferite da arma da taglio, alcune anche all’interno della gabbia toracica e nel bacino: un quadro che indica un omicidio particolarmente violento. I ricercatori hanno creato modelli tridimensionali delle lesioni e hanno concluso che potrebbero essere state provocate da un pugio, il pugnale militare romano. L’arma recuperata nel pozzo potrebbe essere proprio quella usata nell’aggressione. Aveva una lama lunga circa 23 centimetri e un fodero di ferro nuovo, decorato con argento e smalti rossi e gialli.
Secondo lo studio, l’uomo era molto muscoloso e probabilmente un soldato, ma non un ufficiale: il pugnale era usurato e la cintura era composta da elementi spaiati. Portava inoltre un anello di ferro con una pietra in pasta vitrea, sulla quale era raffigurato il dio Marte o, forse, Alessandro Magno.
Le prime analisi delle ossa, svolte negli anni Settanta, avevano suggerito che l’uomo potesse essere un frisone, anche per la sua corporatura imponente. L’analisi isotopica dello smalto dei denti — che può fornire indicazioni sui luoghi in cui una persona è cresciuta — ha invece rivelato che trascorse l’infanzia nell’Europa meridionale.
In precedenza si era ipotizzato che fosse stato ucciso nel 28 d.C., durante una rivolta dei Frisoni contro le tasse, raccontata dallo storico romano Tacito negli Annali. Driessen, van Driel-Murray e i loro colleghi considerano plausibile che i Frisoni lo abbiano ucciso durante un attacco al forte. Ma propongono anche altre possibilità: potrebbe essere stato un disertore giustiziato da ufficiali romani oppure essere stato assassinato dagli abitanti del luogo per vendetta. Le prove disponibili non permettono di stabilire con certezza quale scenario sia quello corretto.
Fonte: archaeology.org


