Una straordinaria scoperta archeologica riporta alla luce la Gerusalemme dei tempi di Gesù. Gli archeologi dell’Università Ebraica di Gerusalemme hanno individuato un complesso di bagni rituali risalente a circa 2.000 anni fa, straordinariamente ben conservato, nell’area dell’Ophel, immediatamente a sud del Monte del Tempio. La struttura, costruita agli inizi del I secolo dopo Cristo, comprende tre grandi vasche per le immersioni rituali, una piscina rivestita d’intonaco, una piazza pavimentata e un articolato sistema di approvvigionamento idrico. Secondo gli studiosi, il complesso sarebbe stato utilizzato dai pellegrini ebrei che raggiungevano Gerusalemme per visitare il Secondo Tempio. Prima di accedere al luogo sacro, i fedeli si sottoponevano infatti a rituali di purificazione attraverso l’immersione nell’acqua.
Uno degli ambienti ha conservato persino la volta originale in pietra e un pozzo per l’approvvigionamento idrico. Gli archeologi hanno definito eccezionale lo stato di conservazione dell’edificio, preservato praticamente dal pavimento al soffitto. La scoperta offre anche importanti informazioni sulle origini delle pratiche di purificazione che contribuirono alla formazione del battesimo cristiano. Secondo la teologa Candida Moss, infatti, il battesimo affonda le proprie radici nelle più antiche tradizioni ebraiche. Gli scavi hanno inoltre restituito numerose monete della rivolta giudaica contro Roma, databili al 66-70 dopo Cristo, testimonianza della distruzione di Gerusalemme. Non esistono prove che Gesù abbia frequentato queste vasche, ma la scoperta permette di conoscere meglio il contesto religioso della sua epoca.


