Misteriosi segnali radio emessi ogni 76 secondi: esperti scoprono la loro provenienza

Scoperta astronomica estremamente importante quella avvenuta nella Via Lattea, ad una distanza di circa 1300 anni luce dalla Terra. Il radiotelescopio MeerKAT ha captato un misterioso e costante segnale radio del quale è stata accertata la provenienza

Scoperta astronomica estremamente importante quella avvenuta nella Via Lattea, ad una distanza di circa 1300 anni luce dalla Terra. Il radiotelescopio MeerKAT ha captato un misterioso e costante segnale radio del quale è stata accertata la provenienza

Non era mai stato individuato prima nulla di simile nella Via Lattea e gli esperti ci sono riusciti utilizzando i dati del radiotelescopio MeerKAT relativi ad un misterioso segnale radio captato in modo regolare, ogni 76 secondi. Di esso è stata accertata la provenienza ed è qualcosa di entusiasmante: si tratta infatti di PSR J0901-4046, come è stato classificato dagli scienziati, un corpo celeste completamente nuovo ubicato nella Via Lattea, a circa 1300 anni luce dalla Terra, ovvero nello spazio profondo. La sua particolarità è il fatto di comportarsi in maniera differente da tutti quelli ad oggi noti ed è stato individuato mediante un lampo di onde radio durato 300 millisecondi.

Gli astrofisici hanno lavorato a tutti i dati raccolti ipotizzando che tale oggetto possa essere, data la corrispondenza di alcune sue caratteristiche, ad una stella di neutroni di tipo pulsar, vale a dire un oggetto la cui genesi è legata al collasso di una stella, che appare compatto e densissimo emettendo dai poli delle onde radio. Ma ci sono alcuni dati che appaiono anomali e che non possono darne la certezza. Il team di ricerca internazionale guidato da scienziati della Scuola di Fisica dell’Università di Sydney (Australia) e dell’Università di Manchester, al lavoro insieme al team del Dipartimento di Fisica dell’Università di Oxford, dell’Istituto Max Planck di Radioastronomia di Bonn, dell’Osservatorio di Radioastronomia sudafricano e di altri centri di ricerca, hanno dunque ipotizzato che quella scoperta potrebbe essere una “stella di neutroni a periodo ultra lungo”.

La professoressa Manisha Caleb ha coordinato il lavoro che ha portato, attraverso all’analisi dei dati del radiotelescopio, ad identificare la genesi del misterioso segnale radio. Il tutto nel corso di un’indagine nell’area Vela-X1 della Via Lattea, nello spazio profondo. L’emissione radio ha incuriosito i ricercatori i quali hanno cercato tra i dati d’archivio, scoprendone altri per poi incrociare i dati e scoprire che c’era una regolarità nell’emissione di tali segnali. Si tratta di un periodo lungo per la rotazione di una normale stella di neutroni che solitamente emette tali segnali ripetuti nell’arco di millisecondi o di una manciata di secondi. Anche per le pulsar non si va oltre i 23,5 secondi.

Fatta questa premessa si ritiene di aver scoperto una “classe completamente nuova di oggetti che emettono radio”, vale a dire stelle di neutroni a emissione radio di periodo ultra lungo. La ricerca ricerca “Discovery of a radio-emitting neutron star with an ultra-long spin period of 76 s” è stata pubblicata su Nature Astronomy e si legge: “Con un periodo di rotazione di 75,88 s, un’età caratteristica di 5,3 milioni di anni e un ciclo di impulso ristretto, non è chiaro come venga generata la sua emissione radio e sfida la nostra attuale comprensione di come si evolvono questi sistemi. L’emissione radio ha proprietà spettro-temporali uniche, come la quasi periodicità e l’annullamento parziale, che forniscono importanti indizi sul meccanismo di emissione”.