Circolazione verde: nel 2025 è boom di noleggio lungo termine di auto elettriche

Nel 2025 il noleggio a lungo termine di autovetture e fuoristrada ha superato in Italia la soglia di 1,1 milioni di contratti, con una crescita a doppia cifra rispetto all’anno precedente – secondo le elaborazioni diffuse dall’associazione dei costruttori esteri UNRAE. In un mercato dell’auto nel complesso debole, il canale del noleggio si conferma così uno dei pilastri della mobilità nazionale, assumendo un ruolo sempre più centrale nella diffusione delle motorizzazioni a basse emissioni.

Il dato più significativo riguarda proprio le alimentazioni ricaricabili. Nei contratti di noleggio a lungo termine, le vetture plug-in hybrid (PHEV) e le elettriche pure (BEV) hanno fatto registrare un balzo superiore al 50% rispetto al 2024, con incrementi nell’ordine del 51% per entrambe le tipologie. Si tratta di una crescita molto marcata, che contribuisce a rinnovare il parco circolante in chiave “green” e a rendere più accessibile la transizione ecologica per imprese e famiglie.

Parallelamente, i dati diffusi da ANIASA – l’associazione che rappresenta la mobilità pay-per-use – indicano che l’intero settore del noleggio (lungo e breve termine, auto e veicoli commerciali) ha immatricolato nel 2025 oltre mezzo milione di veicoli, raggiungendo una quota di mercato pari a circa un terzo delle nuove immatricolazioni nazionali. In questo quadro, il lungo termine emerge come il segmento strutturalmente più stabile e come laboratorio privilegiato per l’elettrificazione della flotta circolante nel nostro paese.

Un 2025 da record per il noleggio a lungo termine

Nel 2025 i contratti di noleggio a lungo termine per autovetture e fuoristrada hanno raggiunto circa 1.100.000 unità, il volume annuo più elevato dal 2021. La fotografia che ne risulta è quella di un comparto ormai maturo, scelto non più solo dalle grandi flotte aziendali, ma anche da imprese medio-piccole e da una quota crescente di clienti privati.

La distribuzione dei contratti resta comunque sbilanciata verso il mondo corporate: la stragrande maggioranza è intestata a società, mentre una quota minoritaria – ma in forte crescita – fa capo a utilizzatori domestici. È proprio questo segmento a mostrare l’incremento relativo più marcato, con una variazione che sfiora il 20% su base annua. Il noleggio, nato come strumento tipico delle flotte aziendali, sta quindi progressivamente penetrando anche nelle scelte delle famiglie, dove viene percepito come alternativa all’acquisto tradizionale in un contesto di forte incertezza economica e tecnologica.

In un mercato dell’auto ancora fragile, la formula del noleggio ha svolto un ruolo di “ammortizzatore” per l’industria, assicurando volumi di immatricolazione altrimenti difficili da raggiungere. Il settore ha così contribuito a stabilizzare la domanda e a canalizzarla verso veicoli più moderni e meno inquinanti rispetto alla media del parco circolante.

L’esplosione delle alimentazioni ricaricabili

Sul fronte delle alimentazioni, il 2025 rappresenta un punto di svolta nel noleggio a lungo termine. Le vetture ricaricabili – ibride plug-in e full electric – mostrano tassi di crescita nettamente superiori alla media del comparto. Nei contratti di lungo termine, l’aumento di oltre il 50% per PHEV e BEV, rilevato dalle elaborazioni UNRAE, configura un vero e proprio “salto” delle alimentazioni elettrificate rispetto all’anno precedente.

Se si osservano le immatricolazioni, le analisi elaborate con il supporto di Dataforce indicano che, nel perimetro del noleggio a lungo termine delle autovetture, le “ibride vere” (full e plug-in) raggiungono complessivamente una quota superiore a un quinto del mercato. Le sole plug-in hybrid fanno registrare una crescita vicina al raddoppio su base annua, mentre le auto elettriche a batteria aumentano di circa il 40% e si attestano su una quota attorno al 7%, superiore a quella rilevata sul mercato complessivo.

La benzina, comprese le mild hybrid, rimane l’alimentazione più diffusa nel noleggio a lungo termine, ma la tendenza è chiara: le alimentazioni tradizionali arretrano, il diesel scende sotto la soglia di un terzo delle immatricolazioni e le tecnologie elettrificate si ritagliano un ruolo sempre più centrale. Questo ribilanciamento risulta particolarmente rilevante in chiave ambientale, perché incide in modo diretto sulla composizione del parco circolante più recente, costituito dai veicoli che percorrono annualmente i chilometraggi maggiori.

Perché il noleggio riduce il rischio tecnologico per i privati

All’interno di questo scenario, una quota ancora minoritaria ma crescente riguarda i clienti domestici. Le rilevazioni mostrano che, pur rappresentando una parte limitata dei contratti totali, il segmento privati evidenzia una dinamica più vivace rispetto al comparto aziendale. Sul fronte delle immatricolazioni la quota di lungo termine ai privati si avvicina ormai a un quinto del totale dopo il recupero osservato tra 2024 e 2025.

Per questa fascia di utenza il cuore del tema non è soltanto economico, ma soprattutto tecnologico. L’acquisto di un’auto elettrica o plug-in da parte di un privato comporta ancora oggi interrogativi sul valore residuo nel medio periodo, sulla durata del pacco batterie, sulla velocità con cui le nuove generazioni di veicoli rendono rapidamente obsoleti i modelli precedenti. La formula del noleggio trasferisce gran parte di questi rischi alla società locatrice: il cliente versa un canone che include, di norma, assicurazione, manutenzione, assistenza stradale e gestione amministrativa, e alla scadenza del contratto restituisce il veicolo senza doversi occupare della rivendita o della svalutazione.

Scegliere di passare al noleggio a lungo termine per privati permette di sperimentare un’auto elettrica o ibrida ricaricabile per periodi medi di poco inferiori ai due anni. La durata dei contratti, che si colloca mediamente attorno a 23 mesi per questo segmento, consente di utilizzare tecnologie aggiornate senza esporsi alle incognite del possesso nel lungo periodo. In pratica, per molti nuclei familiari la formula rappresenta oggi un canale concreto per aderire alla transizione ecologica, riducendo il rischio tecnologico legato alle batterie e all’evoluzione delle motorizzazioni.

Chi sceglie cosa: modelli, segmenti e geografie

La struttura del parco a noleggio a lungo termine mostra scelte differenziate in base al profilo di utilizzatore. Tra i privati le ibride risultano l’alimentazione preferita, con una quota che supera un terzo del totale, mentre le auto ricaricabili in senso stretto guadagnano terreno ma partono da livelli ancora contenuti. La preferenza per una soluzione intermedia come l’ibrido tradizionale segnala che una parte consistente degli automobilisti considera il noleggio anche come fase di transizione, in attesa di un futuro passaggio al full electric.

Guardando ai segmenti di veicolo, i SUV rappresentano quasi il 60% dei contratti di lungo termine e arrivano a superare il 60% tra i privati, a conferma di una domanda orientata verso modelli spaziosi e percepiti come più sicuri. Seguono le berline con una quota vicina a un terzo del mercato e le station wagon, che mantengono ancora uno spazio rilevante nelle flotte ad alto chilometraggio.

L’analisi dei modelli più noleggiati mostra una forte presenza di vetture di segmento B e C. Nel 2025, tra le autovetture in lungo termine, compaiono ai primi posti citycar e crossover compatti, spesso in versione ibrida o mild hybrid, affiancati da SUV di dimensioni medie scelti dalle flotte aziendali. Anche in questo caso si evidenzia un progressivo spostamento verso motorizzazioni più efficienti, in linea con le esigenze di riduzione delle emissioni e dei consumi.

Un ulteriore elemento riguarda la distribuzione geografica. La Lombardia concentra da sola una quota molto elevata dei contratti di noleggio a lungo termine, seguita da Lazio, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto. Alcune regioni del Mezzogiorno, come Calabria, Molise e Puglia, presentano invece una percentuale particolarmente elevata di contratti stipulati da privati, segno che in questi territori il noleggio sta diventando uno strumento per accedere a veicoli più moderni a fronte di redditi medi più contenuti. Il Friuli Venezia Giulia, quindi, presenta ancora una lunga strada da fare per allinearsi alle medie delle regioni vicine.

Impatto ambientale e prospettive oltre il boom

Dal punto di vista ambientale, il contributo del noleggio a lungo termine alla riduzione delle emissioni climalteranti non dipende soltanto dalla maggior diffusione delle motorizzazioni elettrificate, ma anche dalla velocità di rinnovo del parco. Contratti con durata media intorno ai due anni implicano che i veicoli a noleggio vengono sostituiti con una frequenza significativamente superiore rispetto alle auto di proprietà, la cui anzianità in Italia supera spesso il decennio. Ne deriva che il parco a noleggio incorpora più rapidamente gli standard emissivi più recenti e le tecnologie di efficienza energetica.

Complessivamente, i veicoli elettrificati (elettrici puri e plug-in) rappresentano ormai una quota a doppia cifra dell’intero circolante a uso noleggio, valore superiore a quello del parco nazionale nel suo complesso. Poiché le vetture a noleggio percorrono mediamente più chilometri annui rispetto alle auto di proprietà, ogni passaggio a un modello ibrido o elettrico in questo segmento produce un beneficio ambientale proporzionalmente più elevato.

Allo stesso tempo, gli stessi dati invitano a una lettura equilibrata del ruolo del noleggio nella transizione ecologica. Nel 2025, infatti, le auto elettriche immatricolate dal settore noleggio rappresentano una quota significativa ma non predominante del totale delle BEV vendute in Italia. In passato il rent è stato il principale motore della diffusione dell’elettrico; oggi il suo ruolo è più condiviso con altri canali, come le flotte aziendali in proprietà e gli acquisti dei privati sostenuti dagli incentivi statali.

Per consolidare il contributo del noleggio alla circolazione “verde” sarà decisivo l’esito di tre partite ancora aperte: la revisione della fiscalità legata all’auto, con l’obiettivo di avvicinare il trattamento italiano alla media europea; la progettazione di schemi di incentivo che riconoscano il ruolo delle formule pay-per-use nell’accelerare il ricambio del parco; il potenziamento delle infrastrutture di ricarica, indispensabile per rendere l’esperienza di utilizzo dei veicoli elettrici realmente comparabile a quella delle motorizzazioni tradizionali. In questo scenario, il noleggio lungo termine si conferma uno dei principali punti di snodo tra industria automotive, politiche pubbliche e scelte quotidiane di mobilità.