Nuova prova di una nana bianca distrutta da un buco nero

Scoperta rivoluzionaria sull'interazione tra nane bianche e buchi neri

La scoperta di una nana bianca distrutta da un buco nero

Un evento astronomico straordinario, avvenuto circa otto miliardi di anni fa, potrebbe rappresentare la prima evidenza concreta di una nana bianca distrutta da un buco nero. Questo studio, condotto da Dongyue Li e Wenda Zhang dell’Accademia Cinese delle Scienze, illustra l’evento come un fenomeno senza precedenti nel campo dell’astronomia moderna. L’analisi dei ricercatori suggerisce che il lampo di raggi X, uno dei più intensi mai registrati, possa essere spiegato in modo più convincente attraverso la teoria della distruzione mareale di una nana bianca da parte di un buco nero di massa intermedia, uno degli oggetti più enigmatici dell’universo. Jinhong Chen, co-autore principale e astrofisico dell’Università di Hong Kong, sottolinea: “Le nostre simulazioni computazionali dimostrano che l’interazione tra le forze mareali di un buco nero di massa intermedia e l’estrema densità di una nana bianca può generare energie di getto e tempi evolutivi che si allineano perfettamente con i dati osservativi”.

Osservazioni registrate utilizzando a il telescopio a raggi X Wide-field dell’Einstein Probe; b il telescopio a raggi X Follow-up dell’Einstein Probe; c l’Osservatorio a raggi X Chandra; e d Hubble. Li et al.,
Li et al., Sci. Bull., 2026

Caratteristiche delle nane bianche e loro formazione

Le nane bianche sono tra gli oggetti più densi conosciuti nell’universo, superate in densità solo dalle stelle di neutroni e dai buchi neri. Questi corpi celesti si formano quando stelle con una massa fino a circa otto volte quella del Sole esauriscono il loro combustibile nucleare e perdono i loro strati esterni, lasciando un nucleo compatto di dimensioni simili a quelle della Terra, ma con una massa che può arrivare fino a 1,4 volte quella del Sole. La loro incredibile compattezza implica che solo buchi neri di massa intermedia, situati in un intervallo di massa specifico, possono distruggerle in modo visibile durante un evento di distruzione mareale. I buchi neri di massa stellare, infatti, genererebbero esplosioni di vita più brevi e meno energetiche, mentre i buchi neri supermassicci tenderebbero a inghiottire completamente una nana bianca prima che questa possa essere distrutta.

Il ruolo dei buchi neri di massa intermedia

I buchi neri di massa intermedia, le cui masse variano da centinaia a decine di migliaia di volte quella del Sole, si trovano in una posizione privilegiata per interagire con le nane bianche. Tuttavia, fino ad ora, non erano stati registrati eventi che potessero essere inequivocabilmente associati a un incontro tra una nana bianca e un buco nero di questa categoria. La situazione è cambiata nel luglio 2025, quando l’Einstein Probe ha rilevato un lampo di raggi X proveniente da una galassia distante. Questo evento, noto come EP250702a, ha raggiunto un picco di intensità prima di svanire, mentre diversi strumenti astronomici ne monitoravano l’evoluzione. Circa un giorno dopo la rilevazione iniziale, il telescopio spaziale Fermi della NASA ha registrato un’esplosione di raggi gamma. “Questo segnale di raggi X precoce è cruciale”, afferma Li. “Indica chiaramente che non si trattava di un’esplosione di raggi gamma ordinaria”. Nel corso di circa venti giorni, il segnale ha mostrato una rapida evoluzione, diminuendo dalla sua luminosità massima di oltre centomila volte e trasformandosi da raggi X duri a raggi X morbidi. Inoltre, l’evento si è verificato ai margini della galassia, in una regione in cui le stelle più anziane sono comuni, piuttosto che in aree dominate da giovani stelle massicce che esplodono come supernovae.

Analisi dei dati e implicazioni future

Analizzando con attenzione i dati attraverso lo spettro elettromagnetico dell’EP250702a e confrontandoli con possibili meccanismi, i ricercatori hanno identificato un modello che si distingue nettamente dagli altri. “Il modello che prevede l’interazione tra una nana bianca e un buco nero di massa intermedia riesce a spiegare in modo più naturale la rapida evoluzione e l’estrema produzione di energia osservata”, afferma Lixin Dai, astronomo dell’Università di Hong Kong. Se questa interpretazione dovesse essere confermata, il lampo potrebbe rappresentare il primo avvistamento chiaro di una nana bianca distrutta in questo modo, aprendo nuove prospettive per l’osservazione dei buchi neri di massa intermedia mentre sono attivi. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science Bulletin, contribuendo a un’importante svolta nella comprensione delle interazioni tra buchi neri e nane bianche.