L’aumento dell’attività del Ciclo Solare 25 mette in allarme gli esperti di meteo spaziale. Le correnti indotte potrebbero sovraccaricare le infrastrutture sottomarine, minacciando la connettività globale. Mentre il Sole si avvicina al suo massimo solare, previsto tra il 2024 e il 2026, la frequenza di brillamenti ed espulsioni di massa coronale (CME) è aumentata vertiginosamente. Sebbene l’atmosfera terrestre ci protegga dalle radiazioni dirette, le infrastrutture tecnologiche su cui poggia la nostra civiltà digitale risultano estremamente vulnerabili. Un nuovo studio mette in luce un pericolo specifico: la fragilità dei ripetitori di segnale nei cavi sottomarini a fibra ottica che collegano i continenti.
A differenza della rete elettrica locale, che può essere isolata in caso di emergenza, l’architettura della rete internet globale è soggetta a correnti geomagneticamente indotte (GIC). Queste correnti possono danneggiare irreparabilmente i ripetitori necessari per trasmettere i dati su lunghe distanze. Se una tempesta solare di classe G5 (estrema) dovesse colpire la Terra con l’orientamento magnetico sfavorevole, potremmo trovarci di fronte a settimane, se non mesi, di instabilità della rete. L’ultimo evento di questa portata, l’evento di Carrington nel 1859, mise fuori uso le reti telegrafiche dell’epoca, provocando incendi nelle stazioni. Oggi, un evento simile non si limiterebbe a interrompere i messaggi, ma bloccherebbe transazioni bancarie, sistemi di navigazione GPS e catene di approvvigionamento globali. Gli scienziati stanno monitorando costantemente le macchie solari AR3664 e simili, che hanno già dimostrato di poter generare flare di classe X, i più potenti della scala. Nonostante il rischio sia concreto, le agenzie spaziali come la NASA e l’ESA stanno lavorando a sistemi di allerta precoce che permettano ai provider di internet di mettere le infrastrutture in modalità “sicura” prima dell’impatto delle particelle solari. La resilienza della nostra società dipenderà dalla velocità con cui sapremo rispondere a questi segnali provenienti dallo spazio profondo.
Titolo dello studio: Solar Superstorms: Planning for an Internet Apocalypse
Conferenza/Pubblicazione: Presentato al SIGCOMM ’21: ACM Special Interest Group on Data Communication.

