Doping dei dati: la fine del fattore umano nelle scommesse?

Negli ultimi decenni il racconto dello sport ha viaggiato di pari passo con quello delle scommesse, entrambe storicamente legate all’esperienza e alla sensibilità umana. Dal canto suo, il mondo del betting si è sempre affidato a concetti semplici quanto efficaci: intuito, esperienza e capacità di interpretazione degli eventi sportivi.

Oggi, però, entrambi questi universi stanno cambiando pelle, travolti da una mole di dati senza precedenti che sta riscrivendo le regole del gioco. Non è più solo una questione di intuito: oggi gli algoritmi sembrano in grado di processare informazioni che un tempo erano semplicemente impercettibili per l’occhio umano.

A questo proposito, negli sport professionistici i dati e le tecnologie i stanno assumendo un ruolo tutt’altro che di contorno: basti pensare al tracciamento biomeccanico o all’intelligenza artificiale che si stanno facendo spazio anche nello sport. Per fare degli esempi concreti, nel tennis esistono piattaforme di tracking avanzatissime che non soltanto seguono la pallina ma monitorano tutti i punti principali del corpo di un atleta, al fine di ricavarne informazioni funzionali.

Va da sé che questo cambiamento stia avvenendo molto velocemente anche nell’ambito delle scommesse: il settore non resta a guardare e cerca di adeguarsi a un mondo sportivo sempre più tecnologico e veloce.

Che cos’è il doping dei dati

In effetti stiamo assistendo a un cambiamento di paradigma anche nelle scommesse, motivo per cui si parla spesso di “doping tecnologico”: si tratta di un nuovo livello di analisi dettagliate, che non si basa più soltanto sulle statistiche standard, bensì sulla biomeccanica e sulla ricerca dell’eccellenza nelle prestazioni. Non solo quelle strettamente legate al campo, ovvio: per esempio, l’intelligenza artificiale è molto utile per la computer vision o la performance analysis.

Il doping dei dati sta generando una situazione che sembrava impossibile anche soltanto da pensare anni fa: oggi, grazie a questi cambiamenti a livello tecnologico, si cerca di provare a prevedere la prestazione al millisecondo, e non ci si accontenta più di realizzare pronostici a breve, medio o lungo termine.

Il passaggio non deve avvenire: c’è già stato

Chiaramente, come abbiamo spiegato, questo processo tocca anche il mondo delle scommesse sportive. Andando a creare un cambiamento all’interno dell’attività professionistica nelle varie discipline, l’IA cambia anche il modo in cui si costruiscono le quote o si gestiscono i mercati.

Per esempio, alcuni dei principali fornitori del settore hanno spiegato come, nello scorso anno, quasi il 50%  delle scommesse effettuate sui loro network siano risultati “gestiti” dall’intelligenza artificiale. Una crescita enorme, se si considera che, invece, nel 2024 il dato si assestava sul 28%. Di conseguenza, l’automazione e l’aggiornamento delle quote tramite tecnologia (e con un intervento umano sempre minore) sono ormai realtà.

Il timore può essere quello di un’automazione che risulti esagerata e che possa, in qualche maniera, modificare anche i contenuti presenti, dalle quote alle potenziali promozioni, oggi proposte agli utenti con l’intento di fidelizzarli. Al momento le promozioni attirano ancora i giocatori che si affidano ai siti specializzati che spesso propongono una lista dei codici promozionali offerti dai siti scommesse, aggiornata ancora da esseri umani. Questa è la dimostrazione che il fattore umano sia ancora in grado di reggere e non sparire del tutto. Al di là delle promozioni, la figura dell’analista continua a supervisionare i flussi e le variazioni di mercato, garantendo dei contenuti non “inquinati” dalla sola e unica valutazione della tecnologia.

Preoccupazioni fondate ma non senza risposte

Un’altra preoccupazione, però, riguarda qualcosa che va al di là dell’efficienza, l’integrità e la trasparenza. Gli algoritmi possono certamente rendere il mercato delle scommesse molto più automatizzato, ma al tempo stesso danno anche una grossa mano nell’individuare potenziali anomalie. Il fondo della questione, però, è il medesimo (nelle scommesse sportive come in altri settori): non è importante il tipo di tecnologia ma come la si usa, il modo in cui viene governata. Con le regolamentazioni attuali – e altre che sicuramente emergeranno, per adeguarsi ai tempi moderni – la trasparenza e la regolarità nel settore appaiono ancora garantite.

L’aspetto umano, dunque, non è ancora “pronto” a scomparire nell’ambito delle scommesse. Ma è pur vero che, soprattutto negli ultimi anni, la mano della tecnologia sta avanzando in maniera inesorabile. Non che debba essere un problema: se ben regolata, potrà restare un supporto e non un ostacolo.