Un nuovo studio pubblicato sul Bulletin of the American Museum of Natural History ha identificato una gigantesca specie di mosasauro soprannominata Tylosaurus rex, un enorme predatore marino vissuto circa 80 milioni di anni fa nel periodo Cretaceo. I mosasauri erano rettili acquatici che dominavano gli oceani mentre il Tyrannosaurus rex regnava sulla terraferma. L’animale, ricostruito grazie a fossili rinvenuti nel Texas settentrionale, raggiungeva circa 13 metri di lunghezza, dimensioni superiori ai più grandi squali bianchi. Aveva potenti mascelle capaci di frantumare ossa e denti seghettati, caratteristiche che lo rendevano uno dei predatori più aggressivi del suo tempo.
La scoperta nasce dal lavoro della ricercatrice Amelia Zietlow, che ha riesaminato fossili precedentemente classificati come Tylosaurus proriger. Analizzando i reperti, il team ha notato differenze importanti: dimensioni maggiori, denti particolari e un’età geologica più recente rispetto alle specie già conosciute. Secondo il curatore del Perot Museum Ron Tyloski, alcuni scheletri mostrano ferite da combattimento, come mascelle rotte e danni al cranio, suggerendo violenti scontri tra individui della stessa specie. Il nome “Tylosaurus rex” rende omaggio alle intuizioni del paleontologo texano John Thurmond, che già negli anni Sessanta sospettava l’esistenza di una specie distinta di grandi tilosauri.
La ricerca ha inoltre aggiornato l’albero evolutivo dei mosasauri, rimasto quasi invariato per decenni, evidenziando la necessità di rivedere molte teorie sull’evoluzione di questi rettili marini. Nonostante la sua fama di superpredatore, alcuni studiosi ipotizzano che nei mari del Cretaceo esistessero creature ancora più temibili, come giganteschi cefalopodi simili a un “kraken”, forse in grado perfino di cacciare mosasauri.


