Siamo 6 miliardi di troppo: lo studio shock che svela quanti dovremmo davvero essere sulla Terra

Fonte: Twitter/@AndreaLompio53

La soglia della sostenibilità è scivolata via silenziosamente più di sessant’anni fa, nel pieno del boom economico e demografico del secolo scorso. Un imponente studio internazionale basato su oltre due secoli di record demografici globali lancia un monito che smantella l’illusione della crescita infinita: il numero ideale di esseri umani sul pianeta si attesta intorno ai 2,5 miliardi. Significa che l’attuale popolazione mondiale, arrivata alla quota record di 8,3 miliardi, ha superato le reali capacità rigenerative della Terra di quasi 6 miliardi di individui.

La ricerca, apparsa sulla rivista Environmental Research Letters, è stata coordinata dall’ecologo Corey Bradshaw della Flinders University in Australia. Incrociando modelli di crescita ecologica e dati storici, il team di scienziati ha individuato un punto di rottura preciso nei primi anni Sessanta. Da quel momento l’umanità è entrata in una cosiddetta “fase demografica negativa” — un termine mutuato dall’ecologia che indica il momento esatto in cui l’aggiunta di nuovi individui cessa di tradursi in uno sviluppo sociale più rapido e inizia invece a erodere i sistemi naturali che garantiscono la sopravvivenza della specie nel lungo periodo.

Il benessere di cui gode la societa contemporanea — l’allungamento dell’aspettativa di vita, il crollo della mortalità infantile, la riduzione della povertà assoluta — è un paradosso ecologico. L’apparente innalzamento del soffitto delle risorse è stato ottenuto barando con le leggi della natura: i fertilizzanti chimici, l’agricoltura meccanizzata, la plastica, la globalizzazione dei trasporti e, soprattutto, il consumo massiccio di combustibili fossili hanno agito come un gigantesco ammortizzatore artificiale, mascherando i reali vincoli rigenerativi del pianeta.

La Terra non sta tenendo il passo dei nostri consumi. Se le attuali tendenze non subiranno una drastica inversione di rotta, la popolazione mondiale è destinata a toccare un picco massimo stimato tra gli 11,7 e i 12,4 miliardi di persone verso la fine di questo secolo, intorno agli anni 2070. Un limite estremo che, secondo i modelli dei ricercatori, precederà una dura e forzata stabilizzazione dettata dall’esaurimento dei sistemi di supporto vitale del pianeta (biodiversità, riserve idriche e suolo fertile).

Gli scienziati escludono misure coercitive o di controllo delle nascite imposte dall’alto. La via d’uscita tracciata dallo studio si concentra invece su una strategia globale che punti alla contrazione volontaria della fertilità attraverso l’istruzione, l’assistenza sanitaria riproduttiva, la riduzione della povertà e una radicale transizione verso modelli economici che abbandonino la dipendenza dalle fonti fossili e dai consumi superflui, in particolare nelle nazioni più ricche.

In parole molto semplici: la Terra è come una casa che può ospitare comodamente e senza danni solo 2 miliardi e mezzo di persone. Oggi ci viviamo in più di 8 miliardi perché usiamo i combustibili fossili, la chimica e la tecnologia per produrre cibo ed energia a ritmi folli, fingendo che le risorse siano infinite. Stiamo consumando il pianeta molto più velocemente di quanto riesca a rigenerarsi e, se non riduciamo i consumi e gli sprechi, la natura ci imporrà un conto salatissimo prima della fine del secolo.

https://www.zmescience.com/science/news-science/the-human-population-has-already-surpassed-the-optimal-size-by-nearly-6-billion-people