La grandine sta cambiando, l’allarme degli esperti

Il riscaldamento dell'atmosfera altera la dinamica delle correnti e ridisegna la mappa globale del rischio: i dati del nuovo modello climatico.

Fonte: Twitter/@Fabio_DeBunker

I chicchi di grandine grossi come palline da baseball non saranno più un’eccezione confinata a eventi storici. Un’atmosfera più calda trattiene una maggiore quantità di umidità, fungendo da vero e proprio carburante per le tempeste. L’aria calda intensifica le correnti ascensionali, le spinte verticali capaci di sostenere e sollevare le gocce d’acqua ad altitudini congelanti, permettendo al ghiaccio di stratificarsi e accumularsi prima di precipitare.

Timothy H. Raupach e Steven Sherwood dell’Università del Nuovo Galles del Sud hanno tracciato la nuova geografia della grandine in uno studio pubblicato su Nature Climate Change. I dati indicano una netta migrazione dei fenomeni severi verso i poli terrestri, determinando una progressiva riduzione delle grandinate nelle medie latitudini dell’emisfero australe e un aumento significativo nelle medie e alte latitudini di quello boreale. Europa settentrionale, Canada e Stati Uniti nord-occidentali registreranno un incremento della frequenza degli eventi. Al contrario, regioni come l’Australia settentrionale, l’Africa equatoriale e la Cina sud-orientale vedranno una contrazione dei fenomeni.

C’è un paradosso termico alla base di questa transizione.

Se da un lato le temperature elevate accelerano la fusione del ghiaccio durante la caduta (distruggendo i chicchi più piccoli prima dell’impatto al suolo), dall’altro la violenza delle correnti convettive genera sfere di ghiaccio massive, capaci di resistere alla discesa. Meno grandinate complessive, ma molto più distruttive.

Un secondo modello simulato da Shiyi Zhang alla Peking University conferma lo spostamento stagionale del rischio: i picchi si sposteranno progressivamente dall’estate verso i mesi invernali. Una dinamica che espone a danni severi le colture di frumento, mentre potrebbe parzialmente risparmiare il mais estivo. Le proiezioni globali indicano che il potenziale di danno economico e strutturale aumenterà proporzionalmente all’innalzamento delle temperature globali.

In parole povere, il riscaldamento globale funziona come un filtro selettivo: l’aria calda scioglie la grandine piccola prima che tocchi terra, ma fornisce tempeste così violente da fabbricare proiettili di ghiaccio giganti che arrivano intatti a distruggere tetti, auto e raccolti.