Mentre gli egizi erigevano piramidi per i loro sovrani-divinità e i greci costruivano palazzi monumentali a Cnosso, a Mohenjo-daro, nella valle dell’Indo, si scavavano fognature in mattoni e si tracciavano strade con una precisione che lascia perplessi gli archeologi ancora oggi. La città, che tra il 2600 e il 1900 a.C. rappresentò il cuore pulsante della civiltà dell’Indo, non ha lasciato tombe reali piene d’oro né templi giganteschi. Eppure prosperò per secoli, seguendo una logica che rovescia molte convinzioni consolidate sullo sviluppo urbano.
Uno studio pubblicato sulla rivista Antiquity da ricercatori dell’Università di York e dell’Università di Cambridge ha analizzato 309 abitazioni scavate nel sito pakistano. Misurando le dimensioni delle case come indicatore di ricchezza, i ricercatori hanno calcolato il coefficiente di Gini, uno strumento che misura la disuguaglianza su una scala da 0 (uguaglianza perfetta) a 1 (disuguaglianza totale). Il risultato è sorprendente: Mohenjo-daro ha ottenuto un punteggio di 0,44, contro lo 0,86 della città greca di Cnosso e lo 0,75 del sito maya di Palenque.
Ma c’è di più. I dati mostrano che la disuguaglianza non è rimasta stabile: è diminuita man mano che la città cresceva. Nei suoi ultimi secoli, il divario tra la casa più grande e quella più piccola si era ridotto a livelli tipici dei primi villaggi agricoli, non di un centro urbano di decine di migliaia di abitanti. Secondo Adam Green, archeologo dell’Università di York, nel periodo in cui la disuguaglianza toccava il minimo, la produttività della città sembrava aumentare.
Questo modello si riflette in altri aspetti della vita indiana. I sigilli in pietra, usati per gestire crediti e debiti, erano distribuiti in modo decentralizzato. Pesi e misure erano standardizzati attraverso classi e comunità diverse, come a garantire equità nei commerci. Studi precedenti hanno inoltre suggerito che i cittadini si riunivano in spazi deliberativi per decidere insieme la governance della città e indirizzare risorse verso progetti collettivi.
In un’epoca in cui la disuguaglianza economica cresce in molte società contemporanee, la lezione di Mohenjo-daro arriva con una certa forza. Green osserva che la civiltà dell’Indo dimostra come una società urbana possa essere altamente produttiva su larga scala, distribuendo al contempo risorse e potere in modo equo. Secondo lo studioso, condividere le risorse in questo modo potrebbe essere stato il fattore decisivo per sostenere la prosperità della città per secoli.

