La nuova specie è stata chiamata Herugavialis cairensis, in riferimento a Heru, uno dei nomi del dio egizio Horus. La scelta è legata a una curiosa coincidenza: il cranio del coccodrillo, proprio come la Grande Sfinge di Giza, è privo della punta del naso. Il fossile fu scoperto negli anni Venti del Novecento nella formazione geologica di Mokattam, nei pressi del Cairo. Le rocce di quest’area furono utilizzate anche come materiale da costruzione per alcuni dei monumenti più celebri dell’antico Egitto. Si formarono circa 45 milioni di anni fa, quando la regione era sommersa dalle acque del Mare della Tetide. Inizialmente, il reperto era stato classificato come Tomistoma cairense, sulla base delle somiglianze con il falso gaviale, oggi presente nel Sud-est asiatico. Tuttavia, una nuova indagine condotta attraverso la tomografia computerizzata ha permesso di esaminare la struttura interna del cranio, rivelando caratteristiche anatomiche differenti e portando all’identificazione di un genere distinto.
La scoperta, descritta sulla rivista scientifica Royal Society Open Science, contribuisce a ricostruire la storia evolutiva dei coccodrilli. Secondo gli studiosi, per gran parte degli ultimi 50 milioni di anni la regione mediterranea ospitò una grande varietà di questi rettili, compresi animali simili agli attuali gaviali. La loro presenza scomparve in seguito a profonde trasformazioni ambientali, tra cui la crisi di salinità del Messiniano, verificatasi circa sei milioni di anni fa, quando il Mediterraneo subì una drastica riduzione delle proprie acque e un forte aumento della salinità. Il ritrovamento dimostra quanto i fossili conservati nelle collezioni scientifiche possano ancora riservare sorprese. Un reperto noto da quasi cento anni ha permesso di identificare una nuova specie e di aggiungere un tassello alla storia naturale dell’Egitto, molto precedente alla costruzione delle piramidi e della Sfinge.


