Un aereo supera la velocità del suono e punta a rendere i voli meno rumorosi

Il pilota collaudatore Mike Lippert ha portato l’X-59 della NASA a Mach 1,4, a circa 16.800 metri di quota. La missione Quesst studierà la reazione delle comunità al rumore attenuato.

Il pilota collaudatore della NASA Mike Lippert è seduto nella cabina di pilotaggio dell’aereo da ricerca supersonico silenzioso X-59, con il tettuccio aperto, presso l’Armstrong Flight Research Center della NASA a Edwards, in California, mercoledì 21 ottobre 2026. Il volo ha segnato la prima volta che Lippert ha pilotato l’X-59. NASA/Carla Escamilla

Dopo quasi 11 anni trascorsi a collaudare velivoli ad alte prestazioni, il pilota Mike Lippert ha pilotato per la prima volta un aereo sperimentale X: il 21 ottobre ha preso i comandi dell’X-59 della NASA, raggiungendo Mach 1,4 — circa 1,4 volte la velocità del suono — a 55.000 piedi, pari a circa 16.800 metri. Il volo, durato un’ora, è un passaggio importante per il pilota e per la missione Quesst, che studia come rendere più silenziosi i voli supersonici.

Lippert è decollato dal NASA Armstrong Flight Research Center di Edwards, in California, e ha sorvolato il deserto del Mojave. «Dopo aver completato i nostri test ad alta quota, c’è stato un breve momento in cui abbiamo iniziato a scendere e a rallentare. Ho potuto guardare fuori e rendermi conto che stavo volando a velocità supersonica su un aereo X sopra gli altipiani desertici del Mojave», ha raccontato. «È stato sicuramente un momento speciale».

L’X-59 aveva già volato, ma il primo volo di Lippert è stato preceduto da mesi di preparazione. Insieme ai piloti collaudatori della NASA Nils Larson e Jim “Clue” Less, ha trascorso molte ore nei simulatori a terra, esercitandosi su diversi scenari. Ad agosto ha anche effettuato la prima prova del motore dalla cabina di pilotaggio e messo a punto le comunicazioni con il personale della sala di controllo.

La preparazione ha permesso a Lippert di eseguire senza difficoltà manovre complesse, utili a verificare la maneggevolezza dell’aereo e il funzionamento dei suoi sistemi. «Questo volo è stato molto speciale per me», ha detto. «Da che ho memoria, sogno di fare proprio quello che ho fatto oggi: collaudare un aereo davvero unico e lavorare con le persone eccezionali di questo team di prova».

Il jet è tornato in volo dopo un normale intervento di manutenzione e un controllo completo dei sistemi. L’ispezione è seguita al periodo operativo più intenso affrontato finora dall’equipaggio, che aveva completato sei voli in tre giorni. Sulla base dei risultati, gli ingegneri hanno autorizzato l’X-59 a passare alla fase successiva.

Il muso lungo e affusolato dell’aereo è progettato per disperdere le onde d’urto, riducendo il rumore prodotto dal volo supersonico. L’X-59 non ha un parabrezza anteriore: il pilota si orienta con l’External Vision System (XVS), un sistema che mostra su un monitor in cabina una visuale frontale virtuale in 4K.

Per contenere tempi e costi di sviluppo, il velivolo è stato assemblato anche con componenti già collaudati su altri aerei: la cappottina e il seggiolino eiettabile di un T-38 e il carrello di atterraggio di un F-16. La propulsione è affidata a un motore General Electric F414, che con i postbruciatori sviluppa una spinta di 22.000 libbre, circa 98 kilonewton, e permette i voli di ricerca supersonici.

La missione Quesst della NASA prevede di far volare l’X-59 sopra diverse comunità degli Stati Uniti per misurare la reazione delle persone al rumore supersonico attenuato. I ricercatori intendono condividere i dati acustici con le autorità di regolamentazione dell’aviazione, che potranno usarli per definire standard sul rumore basati su misurazioni. I risultati potrebbero contribuire a una revisione del divieto, in vigore da decenni, dei voli supersonici commerciali sopra la terraferma.

Fonte: interestingengineering.com

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Redazione Scienze Notizie
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