Arca di Noè, nuove ipotesi sulla formazione di Durupınar: cosa hanno scoperto i ricercatori

Arca di Noè, nuove ipotesi sulla formazione di Durupınar: cosa hanno scoperto i ricercatori

Secondo Andrew Jones, fondatore del progetto Noah’s Ark Scans, le analisi avrebbero rilevato frammenti di legno carbonizzato e non carbonizzato a circa nove metri di profondità. Un risultato che, secondo il gruppo, potrebbe rappresentare una nuova pista per verificare l’antica storia biblica. La formazione di Durupınar, lunga circa 164 metri, fu scoperta nel 1959 e da allora attira l’attenzione degli appassionati alla ricerca dell’Arca. La sua forma simile a quella di una nave e la vicinanza al monte Ararat hanno alimentato numerose teorie sulla sua origine.

I ricercatori sostengono inoltre di aver individuato, attraverso radar geologici, possibili cavità e corridoi sotterranei. Le analisi del terreno avrebbero evidenziato anche una maggiore presenza di materia organica e potassio rispetto ai campioni prelevati all’esterno della formazione. Secondo Jones, questi elementi potrebbero essere compatibili con la decomposizione di antiche strutture lignee. Il legno, inoltre, potrebbe essersi conservato grazie alla carbonizzazione. Tuttavia, la scoperta non dimostra che si tratti dell’Arca di Noè. Le interpretazioni del gruppo necessitano di verifiche indipendenti e di analisi scientifiche pubblicate e sottoposte a revisione. Per ora, il mistero rimane aperto: soltanto ulteriori indagini potranno chiarire l’origine dei materiali e stabilire se abbiano davvero un legame con il racconto biblico.

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Lucia Petrone
Lucia Petrone

Studentessa di Lingue e Letterature straniere presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionata di scienza e culture straniere, scrivo su Scienze Notizie dal 2021.