Un dinosauro grande come un tacchino schiacciava i frutti: pesava circa 11 chilogrammi

Il cranio quasi completo di Infernogallus, studiato con scansioni TC, rivela una mandibola capace di muoversi avanti e indietro. La ricerca è pubblicata su Nature Communications.

Ricostruzione del pollo infernale Infernogallus

Un dinosauro grande più o meno quanto un tacchino, con un peso stimato di circa 11 chilogrammi, potrebbe essersi nutrito soprattutto di frutti carnosi. La specie, chiamata Infernogallus, aveva una mandibola capace di muoversi avanti e indietro: un adattamento insolito che, secondo i ricercatori, gli permetteva di schiacciare i frutti e separarne la polpa dai semi.

I fossili sono stati studiati da ricercatori della Stony Brook University, del Royal Ontario Museum (ROM) e del North Dakota Geological Survey. L’esemplare, rinvenuto nella formazione di Hell Creek — da cui deriva il soprannome di «pollo infernale» — è quasi completo: comprende un cranio articolato e parte dello scheletro. Oggi è esposto al ROM, a Toronto. Secondo lo studio, il cranio è il primo esemplare quasi completo e articolato conosciuto per questo gruppo. I risultati sono stati published sulla rivista Nature Communications.

Infernogallus appartiene ai caenagnatidi, una famiglia di dinosauri piumati e senza denti, discendenti da antenati carnivori. Per ricostruire il funzionamento della mandibola, i ricercatori hanno esaminato il cranio con scansioni TC, una tecnica che permette di ottenere immagini dettagliate delle strutture interne. L’analisi ha rivelato muscoli mandibolari insoliti e un movimento della mascella diverso da quello verticale tipico di molti animali: la mandibola si spostava avanti e indietro, un meccanismo adatto a lavorare cibi morbidi.

«Non era molto diverso dai pappagalli frugivori moderni, tra cui il pappagallo avvoltoio. È piuttosto raro che gli animali si specializzino in una dieta a base di frutta e, quando succede, sviluppano adattamenti notevoli», ha dichiarato Thomas Dudgeon, ricercatore post-dottorato al ROM e coautore dello studio. «Abbiamo capito subito di trovarci di fronte a qualcosa di speciale». Secondo gli autori, il dinosauro schiacciava frutti con nocciolo, separando i semi dalla polpa, che sarebbe stata probabilmente ricca di fibre.

L’ipotesi è che Infernogallus si nutrisse soprattutto dei frutti carnosi delle angiosperme, le piante da fiore. La conclusione si basa però sulla forma del cranio e sulla ricostruzione dei movimenti necessari per alimentarsi: non sono stati trovati resti del contenuto dello stomaco che confermino direttamente la dieta.

La scoperta potrebbe contribuire a chiarire il rapporto tra l’evoluzione dei dinosauri e la diffusione delle piante da fiore nel Cretaceo. Gli scienziati riconoscono da tempo un legame tra la diversificazione dei dinosauri erbivori e quella delle angiosperme, ma i dettagli di questa relazione evolutiva restano poco chiari. I ricercatori ipotizzano che i caenagnatidi abbiano sviluppato adattamenti per nutrirsi di frutti man mano che questi diventavano più grandi e diversificati. Propongono inoltre che dinosauri come Infernogallus potessero contribuire alla dispersione dei semi, anche se il loro ruolo non è stato ancora dimostrato.

«I resti completi di piccoli dinosauri come Infernogallus sono molto rari nei reperti fossili. Il suo cranio insolito è una scoperta entusiasmante, perché offre nuove e sorprendenti informazioni sull’evoluzione dei dinosauri e sulla specializzazione alimentare», ha dichiarato David Evans, curatore capo di storia naturale al ROM e autore senior dello studio. «Questa scoperta dimostra che abbiamo ancora molto da imparare sul mondo del T. rex e, più in generale, sui dinosauri».

Nel complesso, i risultati aggiungono nuove prove dell’esistenza di comportamenti alimentari specializzati tra i piccoli dinosauri vissuti verso la fine del Cretaceo.

Fonte: interestingengineering.com

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Redazione Scienze Notizie
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