Buco nero: ecco l’immagine pubblicata dagli scienziati. Il video

Giornata storica per l’astronomia. Ecco la prima foto di un buco nero.

Sono trascorsi solo tre anni da quando, nel 2016, la teoria di Einstein ha trovato conferma nelle rilevazioni dello spazio. Oggi, gli esperti, sulla scia delle teorie dello scienziato tedesco, hanno fotografato il primo buco nero della storia. Si tratta del buco nero di Messier 87, al centro della galassia Virgo A (o M87), collocato ad una distanza di circa 55 milioni di anni luce. Il risultato è stato raggiunto grazie al progetto internazionale Event Horizon Telescope. Sono stati otto i radiotelescopi impegnati nella missione che ha analizzato, oltre alla gigantesca e misteriosa formazione fotografata, anche Sagittario A, il colossale buco nero intorno al quale ruota l’intera Via Lattea, compreso il nostro Sole.

Buco nero: ecco l’immagine pubblicata dagli scienziati.

Un traguardo storico per l’esplorazione spaziale internazionale e frutto di anni di ricerca. Le difficoltà della missione sono state davvero tante, a partire dalla minima luminosità di queste formazioni che si trovano al centro delle galassie e nelle quali precipitano colossali quantità di materia. Ed è proprio tutto ciò che viene risucchiato all’interno del buco nero a segnalarne la presenza. La materia, infatti, si riscalda ed emette luce, una luminosità osservabile con i radiotelescopi. In queste condizioni fisiche diventa possibile rivelare la cosiddetta area ”in ombra”, cioè la regione oscura, nella quale la luce viene assorbita dall’orizzonte degli eventi. La zona di ombra rappresenta il confine in cui la forza di gravità è così potente che nulla riesce a sfuggire. Ma attraverso i telescopi di Eht gli esperti sono riusciti a raggiungere una risoluzione tale da osservare l’orizzonte, area oltre la quale nessuna informazione può essere trasmessa all’esterno. Nonostante sia pressoché invisibile, ai nostri occhi appare la regione di plasma che ruota intorno prima di precipitare all’interno della formazione. Il risultato è un enorme vortice infuocato di materiale spaziale.