Un chilometro e mezzo sotto la superficie, la crosta terrestre custodisce un potenziale termico rimasto a lungo inutilizzato. Jan Henninges, geofisico e coordinatore della ricerca presso il Centro di ricerca tedesco per le scienze della terra (GFZ) di Potsdam, ha guidato le operazioni di perforazione fino a 500 metri di profondità — esattamente 1.640 piedi — per intercettare lo strato di calcare conchigliare noto come Muschelkalk. L’obiettivo scientifico è ambizioso: dimostrare che queste formazioni carbonatiche possono fungere da enormi serbatoi termici naturali per riscaldare interi complessi urbani senza intaccare l’ambiente.
La transizione energetica della Germania passa inevitabilmente per la decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento, responsabili di oltre la metà dei consumi finali di energia del paese. Attraverso l’impiego di una sonda speciale dotata di cavi a fibre ottiche, gli ingegneri del GFZ sono riusciti a mappare in tempo reale le fluttuazioni di temperatura lungo l’intera colonna del pozzo, rilevando una costante termica stabile intorno ai 32 gradi Celsius. Questa tecnologia di monitoraggio continuo permette di calcolare con precisione millimetrica la capacità di stoccaggio e prelievo dell’acqua calda intrappolata nella roccia.
La terra battuta nasconde una gigantesca batteria pulita.
I dati raccolti aprono la strada a una standardizzazione dei sistemi ATES (Aquifer Thermal Energy Storage), finora limitati a profondità inferiori. Il vantaggio principale di questo approccio risiede nella sua replicabilità geologica: strutture rocciose simili al Muschelkalk si estendono ben oltre l’area pilota di Berlino, coprendo vaste zone della pianura nord-tedesca e del bacino della Molassa in Baviera. L’eliminazione dei combustibili fossili dal teleriscaldamento cittadino richiede flussi costanti, e la stabilità termica del sottosuolo profondo garantisce una continuità operativa che l’eolico e il solare non possono offrire da soli.
In parole povere, i ricercatori hanno trovato il modo di usare la roccia porosa profonda mezzo chilometro come se fosse un enorme termosifone naturale. L’acqua calda accumulata lì sotto viene estratta per scaldare le case in inverno e, una volta raffreddata, viene rimandata giù a riassorbire il calore della Terra, creando un ciclo continuo, pulito e inesauribile che funziona indipendentemente dal meteo in superficie.
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