Un parassita triplica la vita delle proprie vittime

L’Anomotaenia brevis ha il potere di allungare la vita delle formiche che infetta. Ecco perché

Un team di esperti tedeschi ha individuato un parassita, dal nome Anomotaenia brevis, che riesce a prolungare la vita delle formiche dopo che si insedia nel loro corpo. Quando entra negli insetti, invia antiossidanti e altre proteine, consentendo ai loro ospiti di prolungarne la vita. In seguito all’infezione, le formiche sono ricche della proteina vitellogenin-like-A, che “regola la divisione del lavoro” che provoca particolari mutamenti comportamentali. L’elemento davvero interessante è che le formiche ammalate sono in grado di vivere fino a sette anni, a differenza di quelle non infette che non superano i tre. Nel frattempo, le formiche infette vengono nutrite e curate dagli altri membri della colonia, facendo una ”vita di lusso”. I parassiti, il cui obbiettivo finale è di entrare nel corpo di alcuni uccelli. E lo fanno in un modo molto particolare: non si muovono dal loro nido anche durante gli attacchi e perciò sono prede facili per gli uccelli affamati che, dopo aver mangiato le formiche con i parassiti, questi ultimi all’interno degli uccelli, dove maturano. I volatili li cacciano con le feci ricche di uova di verme, che gli insetti laboriosi riportano nuovamente nei nidi, continuando il processo.

Fonte: Science News

L’Anomotaenia brevis è una tenia che si trova principalmente nell’intestino di mammiferi erbivori, come capre, pecore e cervi. La sua distribuzione geografica è limitata ad alcune regioni dell’Asia e dell’Africa. Ciò che rende questa specie particolarmente intrigante è il suo ciclo vitale atipico, che si differenzia da quello delle tenie comuni. Il ciclo vitale dell’Anomotaenia brevis inizia quando le uova vengono ingerite dagli insetti, in particolare da coleotteri di varie specie. All’interno dell’intestino dell’insetto, le uova si schiudono, rilasciando larve che migrano negli organi interni dell’insetto stesso. Qui le larve subiscono una serie di trasformazioni, fino a diventare cisticerchi, una forma larvale che assomiglia a una cisti piena di liquido. A questo punto, se un mammifero erbivoro mangia l’insetto infestato, i cisticerchi si liberano dalla cisti e si ancorano alla parete dell’intestino del loro ospite. Qui, i cisticerchi sviluppano una struttura a nastro, che cresce e si allunga nel tempo. Questa struttura a nastro è ciò che comunemente chiamiamo “tenia”. Per gli esseri umani, l’infestazione da Anomotaenia brevis è estremamente rara. La trasmissione avviene attraverso l’ingestione di carne cruda o insufficientemente cotta di mammiferi infestati. Fortunatamente, le infezioni umane sono generalmente benigne e possono essere trattate con farmaci antiparassitari specifici.

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