La fine dell’umanità potrebbe coincidere con l’ascesa degli octopodi alla guida del pianeta. Una tesi provocatoria che poggia su solide basi biologiche, formulata dal professor Tim Coulson dell’Università di Oxford. Secondo il celebre scienziato britannico, in caso di estinzione della nostra specie a causa di guerre o mutamenti climatici radicali, queste creature marine possiedono i prerequisiti ideali per colonizzare la Terra e sviluppare una civiltà alternativa.
I punti di forza biologici risiedono nella struttura stessa del loro sistema nervoso. Gli polpi mostrano una destrezza manipolativa impressionante, associata a doti cognitive che permettono loro di risolvere enigmi complessi, utilizzare strumenti improvvisati e comunicare attraverso mutamenti cromatici della pelle. Elementi che li pongono in netto vantaggio rispetto ad altri candidati storici al trono planetario.
Gli scimpanzé e gli altri primati, pur condividendo il nostro patrimonio genetico, subirebbero con ogni probabilità la nostra stessa sorte, essendo esposti alle medesime minacce ambientali ed epidemiche che colpirebbero l’uomo.
Il cambio della guardia avverrebbe quindi negli oceani. Lo scenario ipotizzato da Coulson esclude una metamorfosi fisica degli ottopodi in animali terrestri: la sfida evolutiva si giocherà sulla loro capacità di dare vita a comunità sottomarine tecnologicamente avanzate, capaci persino di sviluppare sistemi per respirare fuori dall’acqua e cacciare sulla terraferma. L’unico vero freno evolutivo attuale resta la loro breve aspettativa di vita, che varia da uno a cinque anni a seconda della specie, limitando l’accumulo transgenerazionale delle conoscenze.
La colonizzazione degli spazi emersi richiederebbe comunque tempi lunghissimi (parliamo di milioni di anni) affinché le mutazioni genetiche si stabilizzino. Resta il fatto che l’adattabilità eccezionale di questi invertebrati li candida a eredi legittimi di un mondo rimasto orfano della tecnologia umana.
Per capire di cosa stiamo parlando: IL Polpo è un animale con nove cervelli e tre cuori, capace di far passare il proprio corpo flessibile attraverso fessure minuscole della grandezza di una moneta. La sua intelligenza non è centralizzata nella testa ma distribuita nei tentacoli, il che significa che ogni braccio può “pensare” e agire in totale autonomia mentre esplora l’ambiente circostante. Se l’uomo dovesse sparire, loro avrebbero già le mani pronte per ricostruire il mondo.
https://indiandefencereview.com/octopus-intelligence-animal-dominance-after-humans
